Milan, quanto pessimismo: la stagione è migliore di quel che sembra. Ora scegli cosa vuoi essere

Dopo l'eliminazione dall'Europa League, i tifosi del Milan chiedono l'esonero di Pioli: ma la stagione dei rossoneri è stata così negativa?

La stagione del Milan non è così negativa come sembra. Ecco, l’abbiamo detto. Nel clima di pessimismo e scoramento che sembra gravitare intorno all’ambiente rossonero, in particolar modo dopo l’eliminazione dall’Europa League di ieri notte per mano della Roma, non è un concetto facile da esprimere.

Eppure, se la stagione 2023-2024 dei rossoneri viene analizzata con maggiore lucidità, mettendo da parte discorsi di tifo e di pancia, il quadro non è poi così negativo. È chiaro che il Milan è sempre il Milan, la sua storia e il suo blasone impongono di fare il meglio possibile per centrare ogni obiettivo prefissato. E in questo articolo vogliamo proprio analizzare il concetto di ‘meglio possibile’: il Milan può davvero fare meglio di così?

L’eliminazione dalla Champions League

La prima grande critica alla stagione del Milan è stata mossa dopo l’eliminazione dalla Champions League. Sul girone dei rossoneri, uno dei più difficili della storia, ne avevamo già parlato nei giorni scorsi su CalcioWeb. Il Milan è arrivato a pari punti con il PSG che, nella sfida contro il Newcastle, ha beneficiato di un rigore dubbio a fine partita per pareggiare i conti e sperare nella qualificazione all’ultima giornata.

Chiaro, il Milan ci ha messo anche del suo non capitalizzando le gare con Newcastle e Borussia Dortmund, ma è anche vero che dal girone dei rossoneri sono venute fuori due semifinaliste, una finalista e la squadra ‘materasso’ era la quarta di Premier League. Uscire da terza classificata, a pari punti, in un girone del genere dà qualche alibi in più al ‘Diavolo’.

Lo scudetto dell’Inter

La seconda critica arriva entro i confini italiani: il Milan non è mai stato competitivo per lo Scudetto. Chi lo è stato davvero? Chi ha tenuto davvero il passo dell’Inter? I nerazzurri stanno vivendo una stagione da assoluti protagonisti. L’Inter viaggia a una media spaventosa: ha 83 punti (può arrivare a quota 100), ha realizzato 26 vittorie, 5 pareggi e 1 sola sconfitta con 77 gol segnati in 32 partite e appena 17 subiti.

La squadra che gli si avvicina maggiormente è proprio il Milan, seconda a 69 punti, secondo miglior rendimento in trasferta e potenziale secondo in casa (hanno due gare in meno di Inter e Bologna, ndr) I rossoneri sono anche il secondo miglior attacco del campionato (63 gol fatti).

L’anno scorso il Milan ha chiuso al quarto posto con 70 punti, 1 in più rispetto a quelli raggiunti quest’anno a 6 giornate dalla fine: a fronte degli 87 raggiungibili in caso di en-plein di vittorie, il campionato dei rossoneri è migliore di quello passato e viaggia sulle medie di quello dello Scudetto arrivato con 86 punti.

Restando in ambito italiano, piccola postilla sulla Coppa Italia: Milan fuori ai quarti contro l’Atalanta. In 102 anni di storia della competizione, i rossoneri hanno vinto 5 Coppe Italia, una media di 1 ogni 20 anni. Definirlo un obiettivo stagionale fa sorridere.

L’eliminazione dall’Europa League

L’ultima critica è arrivata ieri sera con l’eliminazione dall’Europa League nei quarti di finale contro la Roma. Nelle due gare sono venuti fuori problemi atavici del Milan e che non si scoprono di certo oggi: scarsa concentrazione, fragilità difensiva, approccio dogmatico alla partita indipendentemente dall’avversario, qualche big ondivago nel momento del bisogno. A pesare sulla rabbia dei tifosi, in questo caso, ha giocato un ruolo importante l’aver perso contro una squadra italiana giudicata inferiore ai rossoneri.

Il bilancio e la rosa valorizzata

Quando si tirano le somme sul Milan, non va mai dimenticato un aspetto importante, quello del bilancio. Negli ultimi anni i rossoneri hanno ricostruito dalle macerie post gestione-cinese giocando, in ambito finanziario, una partita parallela a quella sul campo. Il Milan è tornato con i conti in ordine dopo diversi anni complicati.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2023 del Gruppo Milan mostra un utile consolidato netto di 6.1 milioni che risulta essere il migliore risultato rispetto ai precedenti esercizi:

  • -66.5 milioni nel 2021/22
  • -96.4 milioni nel 2020/21
  • -194.6 milioni nel 2019/20
  • -146 milioni nel 2018/19
  • -126 milioni nel 2017/18

Il patrimonio netto di gruppo risulta positivo per 177,2 milioni (+131.23 milioni nel 2021/22) e la posizione finanziaria netta consolidata, al 30 giugno 2023, risulta positiva per 10.8 milioni (-28.38 milioni nel 2021/22).

A ciò va aggiunta una valutazione relativa alla rosa. Tutti i calciatori attualmente presenti in squadra sono stati valorizzati. Il Milan ha in Maignan, Theo Hernandez, Leao e Pulisic di 4 calciatori di livello europeo, può contare su nomi importanti quali Tomori, Reijnders, Loftus-Cheek, Giroud, Chukwueze: una rosa giovane (26 anni età media) e talentuosa che nel complesso viene valutata circa 533 milioni.

Il nuovo allenatore del Milan: Conte o De Zerbi per il salto di qualità

Tiriamo le somme. Tutto quanto scritto finora ha l’obiettivo di sottolineare che il Milan, nel bene o nel male, la sua stagione l’ha fatta. E anche di buon livello. Torniamo alla domanda di inizio articolo e aggiungiamo un dettaglio: il Milan, con Pioli in panchina, può fare meglio? L’allenatore rossonero ha riportato il Milan stabilmente fra le prime 4, in Champions League (e in semifinale) e ha vinto uno scudetto. Lo status del Milan attuale è soprattutto opera sua ma probabilmente Pioli ne è anche il freno più grande. Oltre questo livello il Milan sembra non riuscire ad andare.

La dirigenza rossonera deve fare una valutazione e scegliere di dare un’identità al Milan: che sia di personalità, puntando su un allenatore autoritario come Antonio Conte che possa tirare fuori il potenziale inespresso di alcuni giocatori apparsi troppo ‘molli’ nel momento clou; o che si di qualità, scegliendo magari un allenatore come Roberto De Zerbi, in grado di portare il gioco dei rossoneri a un livello superiore. Il Milan scelga cosa vuole essere.