Più che di allenamenti in palestra, questo Milan sembra aver bisogno di qualche seduta dallo psicologo. Dopo una brutta figura a Firenze e una vittoria brutta come una sconfitta con l’Empoli, Sinisa Mihajlovic ora deve dimostrare di essere in grado di scacciare dalla testa dei suoi incubi e paure sedimentate in due anni disastrosi. Chi si aspettava una netta metamorfosi rispetto all’anno scorso per ora è rimasto deluso. Bacca e Luiz Adriano questa volta hanno raddrizzato una prova collettiva scadente, di una squadra con quattro titolari nuovi, incluso il fin qui deludente Bertolacci. “Fra due settimane la squadra sarà diversa”, ha promesso il serbo ieri lasciando San Siro piuttosto crucciato, e non si riferiva solamente al possibile innesto di un centrocampista come Witsel o Soriano nell’ultimo giorno di mercato, o del più probabile arrivo di Perotti dal Genoa, in cambio di Suso, in uscita come Nocerino, Matri e Josè Mauri. Dopo la sosta per le nazionali c’è il derby contro l’Inter, uno di quei match in cui “vince chi ha più coraggio, chi osa di più”, come ha sottolineato lo stesso Mihajlovic, dopo aver stigmatizzato i numerosi retropassaggi dei suoi contro l’Empoli, frutto della paura di sbagliare, se non della mancanza di idee su come impostare il gioco.
“L’impressione è che non fossero sicuri di sé. Tutto parte dalla testa, sapevo che dopo due anni così non era facile cambiare tutto in fretta. Magari altrove avrei più tempo, qua tempo non ne ho: devo cercare di sbrigarmi”, ha detto l’allenatore, che per ora si è preso tutte le responsabilità, convinto di trovare il rimedio. In passato ha studiato il lavoro mentale di colleghi come Mourinho, Guardiola, Ferguson, Wenger e Klopp, e per trovare il metodo giusto gli torna utile l’esperienza domestica con i suoi cinque figli. “Non c’è una regola su cosa fare, ogni giocatore è diverso”, ha spiegato Mihajlovic, che al momento non sembra mettere Balotelli in cima alle priorità. “Con tutti i problemi che ho mi parlate di Balotelli? – ha replicato – Giocherà quando sarà pronto, quando si allenerà e si comporterà bene con continuità, non un giorno si e uno no”. Intanto l’attaccante, all’indomani del debutto in panchina, ha fatto i complimenti ai compagni e in particolare a Bacca e Luis Adriano: “Ottimo lavoro ragazzi! Non la migliore partita ma la cosa più importante erano i tre punti”.