Moratti sullo scandalo Calciopoli: “Juve e Moggi disonesti”

L'ex presidente dell'Inter Moratti torna a parlare di Calciopoli e della Juventus, le dichiarazioni non sono passate inosservate

La Juventus ha perso un altro ricorso sullo scandalo Calciopoli, la sentenza del Tar ha confermato lo scudetto 2005/2006 all’Inter. Il club biabconero continua ormai da tempo la sua battaglia, ma i continui ricorsi non hanno portato i frutti sperati. La sentenza del Tar non è stata a favore, i bianconeri non hanno intenzione di fermarsi. Sull’argomento è tornato a parlare anche Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter. L’Intervista a ‘Il Corriere della Sera‘ ha portato tante reazioni.

“Rivendico lo scudetto di Calciopoli? Assolutamente sì. So che gli juventini si arrabbiano; e questo mi induce a rivendicarlo con maggiore convinzione. Quello scudetto era il risarcimento minimo per i furti che abbiamo subìto. Ci spetterebbe molto di più”.

Massimo Moratti
Foto di Daniele Mascolo / Ansa

Sui rapporti con Moggi: “è vero che Moggi voleva venire all’Inter e io non gli ho mai detto esplicitamente che non lo volevo; ma non l’avrei mai preso. Perché? Perché la serie A era manipolata e noi eravamo le vittime. Doveva vincere la Juve; e se proprio non vinceva la Juve toccava al Milan. Una vergogna: perché la più grande forma di disonestà è imbrogliare sui sentimenti della gente”.

Novità importanti anche sul futuro dell’Inter: “Forse arriverà un fondo americano. Ma attenti alla speculazione. Il calcio non è costruito per fare soldi. Gli americani vorrebbero trasformarlo in spettacolo. Show-business. Ma non so se in Italia sarà mai possibile”.

Infine un retroscena sulla presidenza Moratti all’Inter e su Ibra-Cambiasso: “quando comprai l’Inter non dissi nulla a Milly. Lei lo apprese dalla tv. Diedi ordine di bloccare gli ascensori: temevo salisse in sede per fermarmi. Poi andai a casa. Non trovai nessuno. Brindai con la cameriera”. 

“Consultavo i giocatori più importanti. Zlatan mi diceva: “di Cambiasso l’anno prossimo potremmo anche fare a meno…” Io ridevo. Poi andavo da Cambiasso, che mi diceva: “di Ibra l’anno prossimo potremmo anche fare a meno…”.