Da due giorni non si parla d’altro in ambito calcistico. L’esonero di Josè Mourinho continua a tenere banco. Un addio che, per certi versi era nell’aria da qualche settimana. Nessuno però sembra pronto a premere il bottone rosso. E quindi Mourinho, nonostante un percorso altalenante, continuava a restare alla guida della Roma fra una squalifica e una protesta, un vittoria e una sconfitta. Ecco, sugli ultimi due aspetti… più sconfitte che vittorie. Pesante quella nel derby di Coppa Italia contro la Lazio, l’ultima con il Milan in campionato ha sancito la parola fine.
Il bottone (giallo) rosso lo ha premuto Dan Friedkin in persona. Ha comunicato il ‘game over’ direttamente a Mourinho in un faccia a faccia che, stando alle indiscrezioni, è stato tutt’altro che tranquillo.
Il retroscena sul faccia a faccia Mourinho-Friedkin
Secondo quanto riportato da “Il Corriere dello Sport”, nel faccia a faccia tra i due sarebbero volate parole grosse, in lingua inglese, la tipica litigata di chi si rinfaccia le cose a vicenda prima di dirsi addio. Il presidente avrebbe rimproverato all’allenatore certe mancanze, viceversa sono state fatte notare alcune promesse non rispettate. Alle 09:30 la Roma ha pubblicato il comunicato relativo a un “cambiamento immediato” della guida tecnica.
Mourinho-Friedkin: la rottura a Budapest
Questo è solo l’ultimo atto di un rapporto burrascoso. Dopo la finale persa a Budapest, con tanto di maxi polemica che ha coinvolto anche l’arbitro Taylor, qualcosa si era rotto. Nella memoria di tutti la foto del ritiro di Albufeira con il ‘centravanti fantasma’. Una delle tante provocazioni di Mou. Il 4-1 subito in Genoa-Roma sembrava l’occasione giusta per l’esonero, Friedkin si dice fosse pronto, Tiago Pinto lo ha convinto a rimandare, nessun nome fra quelli liberi era stato ritenuto all’altezza. Dopo il Milan, sappiamo tutti com’è andata a finire.