La partita Napoli -Juventus ha creato polemiche non solo per gli episodi che si sono verificati in campo ma anche per alcune dichiarazioni che sono state considerate fuori luogo. Il protagonista è stato il bambino antijuventino che al momento dell’ingresso delle squadre in campo ha coperto lo stemma della Juventus mentre con l’altra ha fatto segno di “no”, poi ha rincarato la dose: “Ho fatto un gesto che per il Napoli è una cosa eccezionale. Mi son coperto lo scudetto di quella squadra di merda”. La frase ha scatenato la reazione di Cruciani e Mughini, quest’ultimo ha dichiarato come riporta il Mattino: “«Che Napoli, la città di Benedetto Croce, si vanti di questi exploit è molto triste. Napoli è stata una grande capitale della cultura europea». Poi, ancora sollecitato da Cruciani, si è rivolto al genitore del piccolo protagonista dei due episodi: “Al papà del ragazzo dico che mi dispiace per lui e per suo figlio. Spero che migliorerà, sennò potrà andare solo a fare il parcheggiatore abusivo, per bene che gli vada”.
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Il padre del bambino ha deciso di rispondere: “Egregi Mughini e Cruciani, sono il papà di quel piccolo, birbante, futuro ed inevitabile “parcheggiatore abusivo” che abusando della sua spontanea esuberanza è inciampato nella “viralità” dell’ignoranza, unica genuina espressione di un’epoca digitale madre di una cultura di massa che mai potrà favorire il progresso del genere umano. Ricordo un esimio giurista vissuto nello scorcio del diciannovesimo secolo che, cavalcando l’idea positivistica, figlia degenere del pensiero evoluzionistico, ritenne che il figlio del delinquente abituale non poteva diventare altro che un delinquente a sua volta.
Gli eventi successivi declassarono le teorie lombrosiane ad una semplice deviazione della matrice darwiniana e ben presto furono dimenticate. Ma questa storia, cultori come voi siete la conoscete a memoria. Mio malgrado noto che larve di quella malattia continuano a sussistere anche al giorno d’oggi e quindi mi sento di suggerire alle popolazioni più esposte a questo virus di intervenire al più presto per evitarne il contagio. Comprendo le esigenze del vostro lavoro, come comprendo la necessità che il gradimento sia il termometro del conto corrente di alcune categorie di professionisti; tuttavia sono aduso a credere che sia riprovevole creare un format di fortuna, o mantenerlo, speculando con generalizzazioni che non fanno assolutamente onore ad un popolo, quale quello italiano, che ha avuto la fortuna di avere una storia così elevata da essere il labaro della nostra identità.
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Spero vogliate leggere in modo oggettivo questa mia risposta alle inutili offese da voi elaborate all’indirizzo di un piccolo bimbo, primo della classe, generoso e amato in modo incondizionato da parenti e amici che altro non ha fatto di male se non sfuggire alle indicazioni dei suoi genitori per affermare un proprio pensiero. Buon lavoro a tutti e grazie dell’attenzione”.