Aurelio De Laurentiis ha deciso di affidare il Napoli a Carlo Ancelotti: dopo aver riempito di elogi e applausi mister Sarri per lo straordinario lavoro compiuto negli ultimi tre anni, ha deciso di alzare ancora l’asticella ingaggiando l’allenatore migliore del mondo, l’unico in attività ad aver vinto tre volte la Champions League (ha alzato più Coppe dei Campioni lui negli ultimi 15 anni che la Juventus in 121 anni di storia!), l’unico ad aver vinto lo scudetto in 4 differenti campionati europei (la serie A nel 2004 con il Milan, la Premier League nel 2010 con il Chelsea, la Ligue 1 nel 2013 con il PSG e la Bundesliga nel 2017 con il Bayern Monaco).
In realtà Ancelotti non è una sorpresa per il Napoli: è la conferma di un progetto aziendale e tecnico molto importante, iniziato 14 anni fa quando De Laurentiis ha fatto rinascere il calcio nel capoluogo partenopeo dopo il fallimento dell’estate 2004. La risalita dall’inferno è stata immediata: nel 2006 la promozione in serie B, nel 2007 il ritorno in serie A. Da quel momento il Napoli è sempre cresciuto, cambiando pochi allenatori, rinforzando sempre la squadra e la società con una gestione seria e oculata. Da Ventura a Reja, poi breve parentesi con Donadoni, ed ecco Mazzarri con cui nel 2011 si è iniziato a fare sul serio. Un terzo posto in serie A, la prima qualificazione in Champions League che avrebbe portato l’anno successivo allo storico traguardo degli Ottavi di Finale (persi contro il Chelsea ai tempi supplementari, comunque il miglior risultato di sempre del Napoli nelle competizioni europee). Il 2012 è anche l’anno del primo trofeo di De Laurentiis: Mazzarri regala la Coppa Italia. E nel 2013 arriva al secondo posto in serie A nonostante la cessione di Lavezzi al PSG.
Ma è la fine di un ciclo. Mazzarri va via, anche Cavani raggiunge Lavezzi a Parigi. Ma De Laurentiis alza nuovamente l’asticella: arriva un allenatore importante come Benitez e con lui anche Higuain, Albiol, Reina, Callejon, Mertens e Zapata. Benitez rimane due anni: nel 2014 vince la Coppa Italia e arriva terzo in serie A, nel 2015 vince la Supercoppa italiana e arriva 5° in campionato per un rigore sbagliato nei minuti finali dell’ultima giornata.
Si cambia ancora, e arriva Sarri. E’ il Napoli più bello di sempre: un calcio spettacolo che incanta tutta l’Europa. Secondo in campionato nel 2016, terzo nel 2017 quando eguaglia il record europeo di Mazzarri bissando gli Ottavi di Champions League (anche in questo caso sconfitto dalla squadra che poi diventerà Campione d’Europa, il Real Madrid), ancora una volta secondo in questo 2018 con il record di punti (91) e tanti sospiri per quello scudetto strameritato in campo ma soltanto sfiorato fuori.
Dopo le coppe di Mazzarri e Benitez, De Laurentiis che pure ha apprezzato il lavoro di Sarri ma avrebbe voluto dare seguito anche alle vittorie. Ed ecco che arriva Ancelotti: è la fine di un ciclo, per l’inizio di un altro migliore. Partiranno in molti (Reina, Hamsik, probabilmente anche Jorginho e Mertens), ma certamente arriveranno tanti altri big e rimarrà un’ossatura importante su cui lavorare (Koulibaly e Ghoulam in difesa, Diawara e Zielinski a centrocampo, Insigne e Milik in attacco dove arriva anche Inglese). Per un futuro ancora migliore. Il sogno continua. Il Napoli, adesso, è una grande davvero e continuerà a lottare per lo scudetto anche nei prossimi anni, per tentare con la Roma e l’Inter in evidente risalita di fermare lo strapotere bianconero.