La sonora sconfitta rimediata ieri dal Napoli in casa dell’Atalanta ha un nome e cognome: quelli di Rafa Benitez. Il tecnico spagnolo, con la formazione mandata in campo contro gli orobici, si è dato praticamente la zappa sui piedi. Va bene che il Napoli ha come obiettivo concreto la Coppa Italia, va bene che è giusto fare un po’ di turnover, ma ogni scelta andrebbe ponderata a dovere. Cosa che, forse, Benitez ieri ha fatto fino ad un certo punto. Leggere i nomi dei calciatori che avrebbero dovuto affrontare l’Atalanta ha fatto storcere il naso a più di qualcuno. Fuori, contemporaneamente, Jorginho, Hamsik ed Higuain, e dentro Inler, Pandev e Duvan Zapata: nauseante. Il risultato è stato quello di una squadra incapace di reagire ai colpi degli avversari, che ha mancato di esperienza e lucidità, con campionario di errori individuali degni di una galleria dell’orrore.
E difatti non è solo la formazione in sé ad aver causato la grossolana sconfitta. I calciatori sono apparsi con la testa altrove, deconcentrati. Basti pensare che tutti e tre i goal degli orobici sono nati da colossali errori: il primo in collaborazione tra Dzemaili e Reina, il secondo di Inler, il terzo di Federico Fernandez. Tre topiche talmente clamorose che la Gialappa’s ci monterebbe su una trasmissione intera. Segno che, evidentemente, in questo momento al Napoli manca la serenità, quella stessa che ne aveva caratterizzato l’esuberante inizio di stagione. Che qualcosa si sia già rotto nel nuovo corso targato Benitez? Assolutamente no, non vogliamo pensare ciò, ma è chiaro che tante cose, in questo momento, debbano essere riviste. La qualificazione in Champions League è troppo importante per sacrificarla sull’altare di scelte fatte in funzione della Coppa Italia, competizione importante sì, ma non ad un prezzo elevato come quello pagato ieri. Da un tecnico come Benitez ci aspettiamo ben altro: attendiamo fiducioosi.