Napoli, Insigne a tutto tondo, dalla sfida al Real alla sua giovane carriera: “Ci vuole serietà”

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Napoli, Insigne a tutto tondo – Dopo la vittoria casalinga di venerdì scorso contro il Genoa in campionato, questa sera il Napoli affronta il Real Madrid nella gara d’andata degli ottavi di finale della Champions League. Una sfida molto suggestiva quella del Bernabeu, in cui gli azzurri saranno spinti all’impresa da oltre 10.000 tifosi partenopei, giunti nella Capitale spagnola per sostenere i propri beniamini. Lo sa bene anche un napoletano puro sangue come Lorenzo Insigne. L’attaccante di Maurizio Sarri ha parlato di Real e non solo ai microfoni del quotidiano ‘La Repubblica’: “Sappiamo che è una grande squadra, davanti hanno Ronaldo: il miglior giocatore del mondo insieme a Messi. Ma il mister ci ha detto di stare sereni, resta comunque una partita di calcio. Magari riusciamo a tornare a casa con un buon risultato per giocarci la qualificazione al San Paolo, uno stadio che può incutere timore perfino al Real”.

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Napoli, Insigne a tutto tondo – Poi il talento di Frattamaggiore ripercorre le fasi più importanti della sua giovane carriera: con Rafa Benitez Insigne ha “imparato l’importanza della fase difensiva. Prima mi preoccupavo solo di quella offensiva”, mentre con Zdenek Zeman “ti divertivi… Con lui esisteva solo la fase offensiva: ‘preoccupati di attaccare’, mi ripeteva”. E quando gli si chiede quali siano stati i difensori più duri da affrontare in quanto a scontri fisici, Insigne non ha dubbi: Chiellini e Barzagli, ma è il loro lavoro”. Mentre per un altro pilastro della storia della Juventus sono solo parole al miele, tanto che proprio a lui avrebbe chiesto volentieri un autografo: Alessandro Del Piero: per il suo modo di giocare, per come tirava le punizioni, per la sua professionalità. E perché non discuteva mai con nessuno, né dentro né fuori del campo”. Infine Insigne sottolinea come, per arrivare ai massimi livelli del calcio, bisogna “sapersi sacrificare. Io ho rinunciato a tante cose: a uscire il sabato sera, a fare tardi con gli amici. A Napoli ci sono tanti giocatori di talento che non arrivano in alto perché non hanno la capacità di rinunciare a tante cose. Servono professionalità e serietà. A me piace arrivare sempre un’ora prima agli allenamenti”.

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