Il Napoli abbassa lo sguardo ancora. L’1-1 maturato contro il Torino nell’anticipo del venerdì della 28ª Giornata di Serie A è un altro passo falso in una stagione difficile, iniziata sotto una cattiva stella, con 3 cambi di allenatori e un distacco siderale dalla prima posizione alla quale i tifosi azzurri si erano dolcemente abituati la passata stagione, quella dello storico 3° Scudetto.
Abbassando lo sguardo la prima cosa che il Napoli vede sulla propria maglia è proprio il tricolore, quello che tra 11 giornate verrà cucito, con grande probabilità, sul petto dei calciatori dell’Inter. E non è un dramma. Perchè l’Inter quest’anno è stata ‘ingiocabile’ per tutti e perchè se il Napoli nella sua storia ha vinto solo 3 scudetti ci sarà un motivo.
La passata stagione è stata una goduria, una pagina dello sport italiano da raccontare a figli e nipoti, paragonabile ai fasti di Maradona per entusiasmo e trasporto. Quell’entusiasmo non deve svanire dopo una stagione complicata. I partenopei negli ultimi anni sono diventati una squadra abituata a restare stabilmente nei primi 4 posti, piazzamento che regala un pass per la Champions League.
Napoli in Champions League: il 5° posto non è un miraggio
Se tutto andrà come deve, a fine stagione i posti saranno addirittura 5, questo vuol dire che per l’obiettivo minimo della stagione è ancora tutto aperto. E un Napoli qualificato in Champions League, vista la differenza a livello economico con le big del Nord, non è mai e mai potrà essere visto come un fallimento.
Il 5° posto, nonostante il pareggio odierno, dista appena 3 punti, la quota 47 della Roma che dovrà affrontare la Fiorentina nel weekend. Certo, visto lo scontro diretto dei giallorossi, Bologna-Inter e Juventus-Atalanta, oggi servivano 3 punti, ma il Napoli sta ancora cercando un’identità tale che gli permetta di vincere anche partite complicate come quella di questa sera contro il Torino, squadra ostica per chiunque.
Identità, quella che Francesco Calzona sta cercando di dare a una squadra che sembra essersi smarrita prima con Garcia, poi con Mazzarri. Tre quarti di stagione passata nel vuoto di personalità lasciato da Spalletti. Proprio con l’ex collaboratore del mister Campione d’Italia il Napoli ha raccolto 2 vittorie e 2 pareggi, ha riabbracciato Osimhen (oggi alquanto opaco) e ha rivisto il Kvaratskhelia dei tempi migliori.
L’esterno georgiano oggi ha preso per mano la squadra mettendo a ferro e fuoco la difesa granata, ha sbloccato la gara con un gol in spacca da opportunista, figlio di voglia di vincere e carattere, dopo che Milinkovic-Savic sembrava aver abbassato la saracinesca. Il gol di Sanabria ha reso vano lo sforzo, ma Kvara ci ha provato fino alla fine a portare i 3 punti a casa. Calzona porta a casa l’8° punto in 4 gare, il Napoli sale a quota 44, con 10 gare al termine della stagione. L’obbligo è crederci: la rincorsa Champions non è un miraggio.
Classifica Serie A
- Inter 72
- Juventus 57
- Milan 56
- Bologna 51
- Roma 47
- Atalanta 46
- Napoli 44
- Fiorentina 42
- Lazio 40
- Torino 38
- Monza 36
- Genoa 33
- Lecce 25
- Empoli 25
- Udinese 24
- Frosinone 24
- Verona 23
- Cagliari 23
- Sassuolo 20
- Salernitana 14