Napoli, l’ex Benitez si prende i meriti della squadra di oggi: “Portai una mentalità nuova…”

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Napoli, parla l’ex Benitez – Dopo gli anni trascorsi sotto la positiva gestione di Walter Mazzarri, nel 2013 Aurelio De Laurentiis decise di dare una svolta di stampo internazionale alla panchina del Napoli, chiamando un big come Rafa Benitez. Con lui gli azzurri hanno vinto due trofei, poi due anni fa la scelta di andare al Real Madrid. Adesso il tecnico spagnolo allena il Newcastle in Inghilterra, e oggi intanto ha rilasciato un’intervista molto interessante ai microfoni di ‘CalcioNapoli24.it’, partendo dalla sua scelta di allenare i bianconeri: “E’ un piacere parlare con voi. La decisione di venire qua è arrivata quando la squadra era in difficoltà l’anno scorso, quand’era a rischio retrocessione. Analizzando un po’ il tutto, abbiamo deciso di venire qui perché è una società importante, forte: poteva essere un progetto interessante. Non siamo riusciti a salvarci, abbiamo avuto qualche problema interno che da fuori non si vede. Avevamo poi tantissimi giocatori infortunati, il rapporto con i tifosi e la società però è stato molto buono e abbiamo deciso di restar qua per ridare qualche gioia ai tifosi che venivano sempre ad appoggiare e cantare per la squadra. Fortunatamente abbiamo fatto un’ottima stagione, riuscendo a risalire 1409824135-20131025-dela-benitezdirettamente in Premier League al primo anno che non era facile”. Poi Benitez si sofferma sui suoi anni nel Napoli, e sentite cosa dice: “Io credo che noi, quando siamo arrivati là, abbiamo cambiato un po’ la mentalità: credo che ci siamo riusciti, portando giocatori di un altro spessore e di un altro nome. Dopo provando a migliorare un po’ la struttura e l’organizzazione della società a livello calcistico: credo che l’abbiamo fatto. Livello? E’ difficile dirlo, per me mancava circa un 30%. Oggi non so dire a che livello è arrivato il Napoli, noi siamo molto felici del nostro lavoro lì: abbiamo fatto crescere una società che era forte, adesso lo è ancor di più. Ha più giocatori di livello internazionale che possono far molto bene non solo in Italia, ma anche all’estero”.

LaPresse/Fabio Ferrari
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Napoli, parla l’ex Benitez – Infine Benitez svela alcuni retroscena su Higuain e Mascherano: “Devo dire innanzitutto, e lo dico perché sono molto contento, che ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me a Napoli, già dal presidente che fece una scelta con Riccardo Bigon. Il presidente venne a casa mia a Londra e mi disse: ‘Dimmi chi attaccante vuoi comprare’. Io gli scrissi cinque nomi su un tovagliolo: uno era chiaramente Higuain, c’erano poi Lewandowski, Suarez, Dzeko e Mario Gomez. Questi erano i cinque che avevo scritto, De Laurentiis prese il tovagliolo e sapeva i nomi. Chiaramente la scelta del Pipita è stata una scelta nostra, Damião era una possibilità nel caso in cui non si arrivava a questi giocatori che volevamo noi. Però questo tovagliolo conteneva questi cinque nomi. Mascherano non è stato troppo vicino al Napoli: ho parlato con lui qualche volta, però era a Barcellona e non era facile lasciare una società di quel livello che può vincere ogni anno tanti trofei. Sicuro è vero che ho parlato con lui qualche volta, ma sinceramente era più concentrato sul Barcellona”.