Napoli, i tre scudetti a confronto: il valore delle rose e la Top 11 di tutti i tempi | FOTO

Gli scudetti del Napoli a confronto: il club azzurro si è laureato campione d'Italia per la terza volta

Il Napoli continua a festeggiare lo scudetto 2022/2023, il terzo della sua storia. Il percorso della squadra di Luciano Spalletti è stato di altissimo livello e l’apoteosi è arrivata allo stadio di Udine. È il primo scudetto post Maradona e il confronto con il Napoli dei primi due scudetti è inevitabile.

Alessandro Renica con la maglia del Napoli ha vinto due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa UEFA, ha giocato 136 partite, realizzando, da difensore, anche 10 gol di cui uno storico contro la Juventus in Coppa UEFA al 119esimo minuto che consentì agli azzurri di superare il turno e andare poi a vincere il trofeo continentale.

L’ex calciatore è stato intervistato da ExpressVPN: “la stagione 1986-1987 resterà per sempre nella memoria dei tifosi napoletani, il primo scudetto d’altronde non si scorda mai. Quest’anno invece è lo scudetto della programmazione, del progetto, di chi ha dimostrato con i fatti che le idee contano spesso più dei soldi”.

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Sull’atteggiamento dei tifosi: “da gennaio, i tifosi napoletani hanno esorcizzato la scaramanzia non soltanto festeggiando molto prima lo scudetto, ma anche trovando delle similitudini tra quel periodo e questo attuale: sia Corrado Ferlaino che Aurelio De Laurentiis hanno aspettato 18 anni per portare il Napoli alla conquista del primo tricolore; sia Ottavio Bianchi che Spalletti hanno vinto al loro secondo anno in panchina con i partenopei; nelle due annate il club campano ha sempre perso la prima gara dopo la sosta natalizia; entrambe le stagioni concluse col minor numero di sconfitte e maggior numero di vittorie”. 

Sulle differenza: “innanzitutto il Napoli del 1986-87 poteva contare sul giocatore più forte al mondo ovvero Diego Armando Maradona. Oggi Osimhen è l’uomo simbolo del Napoli, ma Diego non solo è stato il più forte al mondo ma anche un trascinatore solitario. Inoltre il Pibe de Oro era l’unico straniero in gruppo, ma ovviamente parliamo di un’altra era calcistica con regole assai diverse dai giorni nostri. Quest’anno invece, la banda Spalletti ha dimostrato di essere forte come collettivo. Osimhen ad esempio, quando è mancato, è stato sostituito egregiamente da Simeone che non ha fatto rimpiangere la sua assenza, tutt’altro. Nel Napoli del terzo scudetto tutti si sono rivelati utili ma nessuno indispensabile, la stessa cosa non si può dire certo per un giocatore come Maradona”.

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