Gabriele Oriali ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini de ‘La Gazzetta dello Sport’, dove ha parlato dei due allenatori che hanno segnato maggiormente l’Inter negli anni in cui lui è stato dirigente: Roberto Mancini e Josè Mourinho. Ecco il pensiero sull’attuale tecnico del Galatasaray: “Mancini ha una competenza straordinaria, basti pensare che quando arrivò all’Inter fu lui a suggerire gli ingaggi di Julio Cesar, Maicon, Cambiasso e Stankovic. Diceva che avrebbero fatto la differenza, a prescindere dal costo non elevato che avevano. Ha ragione a sostenere che, nella vittoria del triplete, c’è anche la sua firma. Dopo il Cagliari rischiò di essere esonerato, ma convinse Moratti a tenerlo semplicemente dicendo che avrebbe vinto lo scudetto senza problemi. Lo diceva seriamente, e la sua convinzione fu contagiosa nell’ambiente nerazzurro. Il ricordo più bello che mi lega a lui riguarda l’ultima giornata di campionato. Ibrahimovic si allenò a parte per tutta la settimana, Mancini fece di tutto per recuperarlo, parlandogli spesso. Zlatan partì dalla panchina, ad un certo punto della ripresa guardò Roberto negli occhi e gli disse che sarebbe entrato ed avrebbe fatto due goal. Detto, fatto, entrò e ci fece vincere lo scudetto“. Belle parole anche per il portoghese: “E’ straordinario a creare un fortino attorno alla squadra. Sembra di ghiaccio ma ha le sue debolezzo, e lo vedemmo subito dopo la finale di Champions League vinta dall’Inter, quando pianse per l’appuntamento che aveva con il Real Madrid. Ricordo che convinse Eto’o ha fare il terzino, ed il camerunense si divertiva anche. Un altro aneddoto incredibile riguarda Sneijder. Josè lo vide stanco e gli disse di andare tre giorni al mare, Wes pensava scherzasse ma Mourinho diceva sul serio. L’olandese partì, tornò in forma e ci feci vincere tutto. Mourinho era convintissimo che avrebbe vinto la Champions League, un giorno me lo disse personalmente, sapeva che saremmo saliti sul tetto d’Europa. Un giorno, ne sono certo, tornerà ad allenare l’Inter“.