Palermo, la cessione per 40 milioni di Dybala può ricoprire d’oro… Mascardi

Un contenzioso tra il Palermo e l'agente argentino rischia di trasformare in beffa una cessione importante

La cessione di Dybala alla Juventus rischia di non rappresentare una monetizzazione straordinaria per il Palermo, come i circa 40 milioni su cui verterebbe l’accordo con il lascerebbero a buon diritto ipotizzare. Se, poniamo, l’argentino dovesse essere ceduto per questa cifra, la società di Zamparini si ritroverebbe costretta a versarne la bellezza di 16 alla Penchil Hill Limited, società di intermediazione presieduta dal potente procuratore argentino Gustavo Mascardi. Il perché di una cifra così esosa è presto detto: quando Dybala arrivò al Palermo, sul suo contratto era presente una clausola che imponeva al Palermo di versare il 20% dell’incasso da una futura cessione alla Penchil, mentre altri 7 milioni, stando alla sentenza del Tas di Ginevra, dovrebbero essere versati dal Palermo a Mascardi per una pendenza relativa all’acquisto dell’argentino dall’Instituto de Cordoba.

Leggendo il bilancio 2013 del Palermo, infatti, si legge che il costo per l’acquisto di Dybala sia di 5,14 milioni di euro, ma in realtà i rosanero mascardine avrebbero dovuti sborsare 12: è proprio quella differenza di 7 milioni che Mascardi (che aveva acquistato il cartellino dalla società argentina) rivendica e che, per ora, avrebbe il diritto di percepire. Infatti, nel bilancio dell’anno successivo, si legge: “La nostra società, pur non ritenendo che il contratto con la squadra del Cordoba sia stato regolarmente concluso ed esaustivo, di quanto dovuto, prudenzialmente, ha deciso di iscrivere nel bilancio del 30/06/2014 l’importo richiesto dal Pencil Hill per i diritti del calciatore Dybala, portando la controversia davanti alla Corte federale svizzera“.

Le parole di Zamparini sulla querelle non hanno bisogno di commenti: “Ce l’ho con Mascardi. Con i suoi fondi in Sud America, in cui c’è di tutto come soci. Con quelli compra, muove i giocatori, mantiene delle percentuali o vende tutto il cartellino. Lo porterò in Tribunale, una bella causa civile. E altri sono in corso. Vogliono che io tiri fuori altri soldi oltre a quei 12 milioni. Fino a 15. Col cavolo! Anzi, lo denuncio io, Mascardi e i suoi sodali. Avevamo un accordo per l’acquisto a 9 milioni, poi il giorno dopo hanno cambiato le carte in tavola, mi hanno detto che Dybala non firmava più, improvvisamente sono saliti a 12“.

Insomma, se la trattativa dovesse andare in porto, rebus sic stantibus, sarebbe un affare per la Juve, che dilazionando la spesa ammortizzerebbe senza problemi i costi, mentre per il Palermo rischia di assumere i connotati della beffa.

Non è la prima volta che Mascardi interagisce con il calcio italiano: a lui si deve l’arrivo nel Bel Paese di campioni come Crespo e Veron, ma anche di bidoni come Josè Luis Calderon, Candelo Garcia o Sergio Berti, arrivato al Parma insieme con Faustino Asprilla proprio per volontà dell’agente. Si tratta di un personaggio molto controverso in patria, vista la polemiche per le quali l’ex ct della Seleccion Daniel Passarella era accusato di concedere uno “spazio fisso” nelle convocazioni ai giocatori assistiti da Mascardi.

Inoltre, giusto per chiudere il quadro, Mascardi è anche rinviato a giudizio per nell’ambito delle indagini sul crack Parmalat, che portò al fallimento del Parma di Tanzi.