Saranno giorni (settimane) caldi, prepariamoci. Sentiremo uscite pubbliche, conferme, smentite, tutto sarà il contrario di tutto. E la vicenda Juve-Allegri insegna. “Resto”, diceva lui, “rimane” le parole della società. Non è accaduto. E così, probabilmente, sarà fino alla scelta del nuovo allenatore bianconero. Verranno allontanate voci sul possibile nuovo tecnico, se ne avanzeranno altre su chi invece non sembra essere tra i pensieri della dirigenza. Tutto questo turbinio di eventi, inserito in quelle che potremmo definire “montagne russe“.
Ma è pur vero che, se come sembra la decisione è stata maturata già da un po’, è altrettanto vero che la società avrà iniziato a pensare al nuovo condottiero in panchina. I nomi sono i soliti, quelli che già si facevano e che – tra profili più confacenti alla storia bianconera e rispettive situazioni contrattuali/ambientali – sembrano poter fare al caso della Juve. La situazione, al momento, ci porta a pensare che in pole ci sia Simone Inzaghi. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, pare essere il nome che meglio si incastra con tutta una serie di valutazioni. Già pochi minuti dopo il comunicato dei bianconeri sull’addio di Allegri, ai nostri microfoni l’ex Tacchinardi aveva avanzato il nome del tecnico biancoceleste sulla base di alcune verifiche e contatti effettuati. Nome che non è affatto campato in aria: la Vecchia Signora lo ha sondato già in passato, c’è la stima e l’amicizia con Paratici e – a detta della Gazzetta dello Sport oggi – c’è anche stato un incontro tra i due a Piacenza. Inoltre Inzaghi sembra inserirsi in quella cerchia di allenatori che in passato hanno fatto parte dei bianconeri. La tradizione recente ha portato in dote tecnici vincenti, forti caratterialmente, ma che hanno sempre badato a mantenere un certo equilibrio in campo. Caratteristiche che ben si collimano con l’ex attaccante, seppur l’unico dubbio sia legato al fatto che sarebbe la sua prima esperienza in una grande squadra e con tanti campioni. Avrà la capacità di gestirli e tenere unito lo spogliatoio? Non lo sappiamo.
Ma, come ben ribadito ad inizio articolo, la situazione Allegri non ci dà la possibilità di sbilanciarci su nulla. E gli altri nomi sul piatto, anche quelli che potrebbero sembrare i più lontani, potrebbero in realtà scalare le gerarchie col tempo. E così Sarri e Mihajlovic potrebbero essere messi quasi sulla stessa linea di Guardiola e Conte. Il futuro dei primi due è molto più incerto degli altri due. Allo stesso modo, per il discorso fatto sopra, un allenatore come Guardiola o Sarri andrebbe a rappresentare un cambio di mentalità, di fare calcio in generale. Divertimento e più gol fatti, forse, ma anche subiti. In ogni caso, ognuno di questi è vincolato ancora a qualcosa, senza dimenticare che alcuni di loro non hanno terminato la stagione. Tra i candidati, anche Pochettino e Deschamps, nomi mai tramontati. Per il primo c’è da superare la maxi clausola di 30 milioni, il secondo sembra non abbia intenzione di lasciare la panchina della Nazionale.
Situazioni, incastri, incontri, eventi. Il giro sulle montagne russe è appena iniziato. E, per adesso, è di sola andata. La fine? Tutta da scoprire…