La scala del calcio, abituata a fornire spettacoli di ben altro spessore e qualità, piange lacrime amare, sia per i magri incassi che per lo spettacolo fornito dalle due milanesi.
Milan ed Inter stanno vivendo probabilmente uno dei loro momenti storici più bassi, forse di transizione, ma fatto sta che una partenza così per le due padrone di Milano non si vedeva da più di vent’anni.
I nerazzurri, più quotati quest’estate e con una rosa qualitativamente superiore a quella dei cugini rossoneri, sono incappati in sconfitte clamorose, che hanno fatto crollare l’autostima di una squadra che sembra non rispondere più ai comandi del proprio allenatore.
Allenatore che dal canto suo non ha un solo sostenitore a pagarlo oro, visto che il 99% dei tifosi chiede la testa di Walter Mazzarri su un piatto d’argento.
Molti infortuni e diversi contrattempi, ma queste non possono essere delle scusanti, visto che l’Inter fatica praticamente dalla prima giornata e che anche contro squadre molto più deboli i nerazzurri fanno una fatica immane a segnare (nelle ultime 4 gare 0 gol su azione).
Il Milan invece sta vivendo il famoso calo fisiologico: l’entusiasmo di Pippo Inzaghi non poteva mascherare a lungo i limiti tecnici di una squadra costruita su giocatori in scadenza, giovani da lanciare e grandi nomi da recuperare.
Inzaghi rispetto a Mazzarri ha il vantaggio di avere la piena fiducia della società e la sicurezza di poter lavorare con calma sul progetto avviato, ma è chiaro che la mancanza di risultati potrebbe creare qualche crepa.
La crisi di “Bauscia e Casciavit” rispecchia quella dei due uomini simbolo: Stephan El Shaarawy e Rodrigo Palacio, trenza e faraone ancora a secco di gioie e serenità.
In questa categoria potrebbe rientrare anche Fernando Torres, che col passare dei giorni ha sempre meno sostenitori. La crisi milanese rischia di essere più lunga del previsto e rischia seriamente di far vedere la prossima Champions League dal divano sia ai rossoneri che ai nerazzurri: nell’anno della Finale di San Siro, questo sarebbe davvero uno smacco insopportabile.