Plusvalenze, la carta Covisoc non aiuta la Juve: la nuova mossa disperata

I dettagli sulla carta segreta della Juventus: perché non aiuta i bianconeri, già alla ricerca di un nuovo documento

E’ sempre più caos in Serie A in riferimento allo scandalo delle plusvalenze fittizie e all’inchiesta nei confronti della Juventus. La dirigenza ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia del Coni contro i 15 punti di penalizzazione già scontati nella stagione in corso, la sentenza è prevista tra fine marzo e al massimo il 4 aprile.

Poi sarà il turno della seconda inchiesta, quella del secondo filone delle plusvalenze fittizie e quella della manovra degli stipendi. Nel mirino sono finite operazioni in Italia e all’estero, sovrastimando il valore dei calciatori per sistemare il bilancio. A rischio anche le società legate da rapporti di partnership: Atalanta, Udinese, Sassuolo, Sampdoria, Bologna e Cagliari.

Juventus
Foto di Massimo Pica / Ansa

Infine occhi puntati sulla manovra degli stipendi. Le accuse nei confronti del club bianconero sono quelle di aver fatto firmare ai calciatori scritture private nei primi mesi della pandemia da Covid. I giocatori avrebbero rinunciato ad una sola mensilità e non a quattro come comunicato ufficialmente dal club bianconero.

La carta segreta

Non sembra configurarsi ‘notitia criminis’, ovvero notizia di reato, secondo la risposta della Procura Figc alla nota Covisoc sulle plusvalenze, inviata ai legali di Paratici e Cherubini dopo la sentenza del Tar e il ‘no’ alla sospensiva del Consiglio di Stato. In più la Juventus non è stata mai nominata. La mossa del club bianconero è stata considerata un autogol.

La Juventus è pronta a giocarsi un’altra carta. Si tratta di un’altra nota della Covisoc datata 31 marzo 2021, circa due settimane prima della nota 10940, sulla quale i legali della Juve puntano a questo punto a mettere le mani. La Juventus è alla ricerca di un documento che dimostri come l’inchiesta sia partita in realtà molto prima della sua data ufficiale, il che porterebbe alla violazione dei tempi processuali. L’intenzione del club bianconero è quella di riavere i 15 punti di penalizzazione e poi concentrarsi sulla seconda inchiesta.