Continuano ad arrivare aggiornamenti clamorosi sullo scandalo dell’inchiesta Prisma che ha colpito il calcio italiano ed in particolar modo la Juventus. La situazione del club bianconero è sempre più delicata, la dirigenza ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia del Coni contro i 15 punti di penalizzazione in classifica in riferimento al primo filone delle plusvalenze.
Nel mirino sono finite operazioni di mercato con club in Italia e all’estero, sovrastimando il valore dei calciatori per sistemare il bilancio. Le possibilità della Juve di ribaltare la sentenza sono basse, poi sarà il turno della seconda inchiesta, quella del secondo filone delle plusvalenze e quella della manovra stipendi.

La Juventus è anche accusata di aver fatto firmare ai calciatori scritture private per il pagamento posticipato degli stipendi. I giocatori avrebbero rinunciato solo ad una mensilità e non a quattro come dichiarato dal club attraverso un comunicato ufficiale.
Le confessioni di Lombardo
Sono emerse nuove dichiarazioni rilasciate da Maurizio Lombardo, per nove anni segretario generale del club bianconero. Si parla di una valigetta con gli accordi non depositati.
“Erano tenute in una cartellina di Juventus e ce l’avevo io, sempre con me, in una valigetta. Poteva capitare che mi chiamassero a ogni ora e volessero sapere che cosa c’era scritto (Paratici chiamava anche di notte). Io sapevo che erano documenti che era meglio non uscissero”, le parole riportate da ‘Il Corriere della Sera’.
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Erano pattuizioni non depositate, perché “potevano generare un impegno a livello di bilancio”, con riferimento agli accordi con il Sassuolo. “Presumo perché impegnavano la società Juventus o la controparte”. Sull’addio alla Juve: “mentre con Marotta le trattative erano più semplici e meno complesse, ed anche la struttura era meno complessa, chi inizia a creare problemi è Federico Cherubini. Lui era il braccio destro di Paratici e cerca di crearsi uno spazio. Quindi cosa succedeva, loro dicevano: “Viene uno a parametro zero, ma diamo un milione ad un agente”. Io dicevo no, Marotta si rifiutava di firmare. Sicuramente anche per questo a me tagliano la testa”.

Sul rapporto con le altre società: “l’Udinese ti ha fatto un pò da banca; ti ha permesso di fare plusvalenza, immettendo anche la clausola sulla decadenza dalla facoltà di acquisto”, in relazione alla cessione e al riacquisto di Rolando Mandragora con l’Udinese. Altri accordi non depositati sarebbero invece quelli con l’Atalanta: “un’altra banca per la Juventus”.
Dybala fa causa alla Juventus
“Non ricordo quando mi è stato pagato l’ultimo stipendio, però so bene che la Juventus mi deve ancora dei soldi”, è la versione di Paulo Dybala in riferimento al pagamento degli stipendi nelle ultime stagioni in bianconero. La cifra richiesta da Paulo Dybala sarebbe di 3,7 milioni di euro e l’argentino potrebbe decidere di fare causa al club bianconero.
