Polemica Agnelli contro Lotito: “Meglio le squadre B che le multiproprietà”

agnellilotito_94300_immagine_ts673_400In un momento di crisi come quello in cui versa adesso il calcio italiano tante personalità di spicco cercando di trovare delle soluzioni per attenuare il problema. Uno di questi è il presidente della Juventus Agnelli che è uno dei promotori per l’inserimento delle squadre B nelle serie minori. Idea che non piace affatto sia al presidente Tavecchio che a Lotito. Agnelli, tuonando contro Lotito, suggerisce come agire: “È necessaria un’ulteriore riduzione del numero di società professionistiche, accompagnato da una revisione della composizione delle rose, per garantire alle nazionali un adeguato rifornimento di giocatori convocabili. Sono priorità che andranno accompagnate da altre due importanti riforme con un unico comune denominatore: il talento. La prima è un’adeguata politica dell’immigrazione, che sia rispettosa delle leggi dello Stato, ma anche dello sviluppo del sistema e dei diritti umani. Infine il tema delle seconde squadre, da preferire alle cosiddette ‘multiproprietà’, poiché già testato in molti Paesi (Spagna, Olanda, Inghilterra) e poiché assicura una crescita dei talenti costante e armoniosa con un solido interscambio con la Prima Squadra. Una generazione di grandi calciatori italiani sta completando la sua carriera e il prossimo triennio dovrà farne crescere rapidamente una nuova, capace di raccoglierne il testimone”.

Paracadute per le squadre retrocesse e ripartizione dei diritti televisivi sono anche altri temi caldi su cui preme il presidente della Juventus: “Il valore collettivo dei diritti televisivi della serie A e delle competizioni internazionali è in costante crescita, segnale evidente di un mercato che dimostra interesse per il calcio. Si tratta di un privilegio di cui possono godere pochissimi comparti industriali e che va tutelato. Nella ripartizione di questi proventi è necessario condividere un meccanismo in grado di riconoscere sia il valore dei grandi club, cui la Juventus appartiene, sia tutelare economicamente quelle società che dovessero in futuro trovarsi ad essere escluse dalla serie A. La mancata partecipazione alle coppe europee è oggi un incidente che colpisce le società di medie e grandi dimensioni ma la retrocessione dalla A alla B è un’evenienza che mette in discussione perfino la continuità e la sopravvivenza di qualunque club. In Lega di Serie A, pertanto, al momento della ripartizione dei diritti dovremo tutti responsabilmente tenere conto di questa situazione perché la sostenibilità del calcio italiano non sia messa in crisi ulteriormente”.

Ottime le idee di Agnelli, ma chi deporrà per primo l’ascia di guerra?