Polveriera Juventus, i problemi non sono solo in difesa: così Allegri ha appiattito Cristiano Ronaldo, il campionissimo “normalizzato”

Cristiano Ronaldo non è più Cristiano Ronaldo: i problemi della Juventus non sono soltanto in difesa, dove con il ritorno di Bonucci e Chiellini si ricomporrà la retroguardia meno battuta d’Italia e una delle più solide d’Europa. Lì davanti c’è un problema forse più grande, perchè quel CR7 arrivato per conquistare la Champions, con la maglia della Juve non ha fatto vedere un briciolo di quello che faceva a Madrid. Nonostante l’ottimo score in campionato (17 gol e 6 assist), i suoi numeri complessivi di rendimento sono in picchiata rispetto alla precedenti stagioni: alla Juve sta giocando sempre (22 presenze su 22 partite in Serie A), a differenza del Real dove negli ultimi anni spesso e volentieri rifiatava in campionato per concentrarsi sulla Champions. Nella competizione europea con la Juventus il portoghese fin qui ha realizzato una sola rete in 5 partite, e nelle due gare giocate in Coppa Italia contro Bologna e Atalanta è rimasto completamente a secco. L’unico match in cui è stato davvero Cristiano Ronaldo, è stato il Juventus-Napoli di Torino dove ha saputo prendere per mano la squadra e trascinarla alla rimonta (da 0-1 a 3-1). Poi è sparito.

Adesso leggiamo che “ha bisogno di Mandzukic per rendere al meglio“, e non ci rendiamo conto che già una considerazione di questo tipo certifica l’appiattimento di Cristiano Ronaldo a un giocatore normale. Uno che ha bisogno di un compagno che giochi appositamente per lui, che gli serva i palloni giusti, che gli crei gli spazi… come se CR7 fosse un Icardi o un Immobile qualsiasi. Eppure nella sua carriera Cristiano Ronaldo prima della Juve non aveva bisogno di niente e di nessuno: era lui a trascinare la squadra ed erano i vari Bale, Benzema & company a dipendere dalle sue giocate (infatti quest’anno sono smarriti e stanno facendo tutti peggio rispetto a quando avevano CR7 in squadra). Alla Juventus il copione sembra essersi invertito.

Allegri è riuscito persino ad appiattire Cristiano Ronaldo, il campionissimo “normalizzato” al punto che alla Juventus è diventato uno dei tanti. Non è certo una buona notizia per uno come lui che doveva rappresentare uno “shock” tale da alzare ulteriormente il livello di una squadra già al top da anni non solo in Italia ma anche in Europa.