Prandelli a tutto campo – Parliamo di un vero e proprio maestro di calcio che ha cambiato piazza diverse volte nel corso della sua carriera di allenatore: stiamo parlando di Cesare Prandelli, e nel suo lungo curriculum non va dimenticata l’esperienza sulla panchina della Nazionale italiana, dal 2010 al 2014. La sua ultima esperienza in terra spagnola, tra le fila del Valencia, è durata davvero poco. Di questo e di molto altro ha parlato Prandelli nel corso di un’intervista ai microfoni di ‘Violanews’: “Quando c’è un progetto di un certo tipo e poi cambiano le carte in tavola, diventa difficile continuare a lavorare su qualcosa che alla fine non hai costruito. Mi sono chiesto ‘che ci sto a fare?’. Non ho mai fatto niente per i soldi e quel progetto non era più mio ma solo loro. Da un punto di vista ambientale, per la bellezza della città e per il rapporto con i tifosi, è stata esperienza meravigliosa, ma speravo di trovare una società diversa”. Poi il tecnico si sofferma sulle voci circolate nelle ultime settimane, che vorrebbero un suo ritorno sulla panchina della Fiorentina: “Sono sempre molto in imbarazzo nell’affrontare l’argomento perché amo Firenze e la Fiorentina. Ho fatto 5 anni da tecnico viola e non sarei mai andato via. Detto questo, non mi voglio proporre a nessuno, ma fa comunque piacere essere fermato per strada dalla gente che mi dice di tornare. Mi riempie d’orgoglio”.

Prandelli a tutto campo – E sulla deludente stagione dei viola dice: “Mi ricorda la mia ultima sulla panchina viola. A gennaio eravamo quarti in classifica e agli ottavi di Champions, poi si è rotto qualcosa nei rapporti. L’allenatore in questo momento ha poco potere, è un po’ in difficoltà. Normale che sia così quando c’è una rottura con la proprietà, anche perché i giocatori sono gli stessi dell’anno scorso”. Infine Prandelli si sofferma sulle due note più positive in casa Fiorentina, nonostante la brutta annata, ovvero Chiesa e Bernardeschi: “Fossi io a decidere, per 2 anni cercherei di non vendere nessun giovane, cercando di valorizzarli al massimo. Nella fattispecie parliamo di due giocatori con prospettive importanti che stanno dimostrando di essere già dei leader. Mi è piaciuto molto il comportamento di Bernardeschi quando ha rifiutato sciarpa Juventus durante la cerimonia di apertura del Torneo di Viareggio. Ha personalità e rispetto dei propri tifosi. Chiesa ha carattere, determinazione, qualità e soprattutto continuità. Sono due giocatori dai quali ripartire per la base di un progetto importante”.





