“Comincia in anticipo la Juve contro il Bologna, un pareggio più che giusto, lo 0-0 fotografa la partita. La Juve è sembrata pasticciona e lenta, e non ha creato occasioni particolari per cui doversi dolere della mancata vittoria” è il commento di Luciano Moggi sulle colonne di Libero dopo il pareggio della Juve sul campo del Bologna. L’ex dirigente bianconeri ha fatto il punto della situazione in casa juventina: “Sono venute a mancare le geometrie, il gioco non scorreva fluido. ricalcando diverse partite precedenti, ultima quella con il Napoli, dove è stato comunque sufficiente un solo tiro in porta per vincere una gara il cui risultato più giusto sarebbe stato il pareggio a reti inviolate. È mancata la fortuna di altre volte, sarebbe però ingeneroso criticare una squadra che viene da 15 vittorie consecutive: prima o poi qualcosa di storto poteva capitare. Il pareggio conseguito in un campo difficile come è attualmente il Dall’Ara di Bologna non è certamente da considerare risultato negativo”.
Poi, la frecciata ad Allegri: “Se però, come dice il mister bianconero, questa partita valeva un pezzo di scudetto, allora lui per primo ha sbagliato a schierare Pereyra lontano dai campi da troppo tempo. Deludente poi la prestazione di Zaza, più idoneo ad entrare negli ultimi minuti di una partita. Donadoni ha dimostrato coraggio e voglia di vincere, anche con le sostituzioni: l’ingresso di Mounier e Brienza per tentare addirittura il colpo. Al contrario del mister bianconero che ha mandato in campo Dybala togliendo Zaza, quando era invece il momento di pressare con maggior decisione i bolognesi. Spesso il coraggio premia, l’ha capito Donadoni, non l’ha capito Allegri, forse per paura di perdere, e questa, si chiama «insicurezza», e non è da grande squadra”.
Infine, sulla partita di Champions League contro il Bayern Monaco: “La Juve vola adesso verso la Cham- pions e verso il Bayern di Guardiola. L’attesa è tanta quanto la speranza di poter battere lo squadrone tedesco: mai come quest’anno i bavaresi sono battibili, vuoi per le assenze che ne hanno decimato la difesa vuoi per il divorzio in atto con il proprio allenatore”.