Signori, Stankovic, Guarin: quando i tifosi hanno deciso il calciomercato

In soldoni, lo scambio Vucinic – Guarin che, ieri, stavando portando a termine Juventus ed Inter, è saltato per la ribellione messa in atto dai tifosi nerazzurri, indispettiti non tanto dall’operazione in sè, quanto perchè il colombiano sarebbe stato ceduto all’acerrima rivale. Non è la prima volta, però, che i tifosi diventano l’ago della bilancia nelle trattative di mercato. E’ successo anche in passato, quando i supporters si sono mobilitati, in maniera esponenziale, per cercare di impedire la buona riuscita di questa o quella trattativa. Senza andare troppo in là nel tempo, basti pensare all’estate del 2008, quando i tifosi della Juventus si opposero nettamente all’acquisto di Dejan Stankovic dall’Inter, in quanto vedevano in lui un simbolo di quella squadra che si era cucita sul petto lo scudetto vinto dai bianconeri nel 2006.

In quell’occasione i tifosi la ebbero vinta ma, col senno di poi, chissà quanto se ne saranno pentiti, vista l’incidenza devastante con cui il serbo mise lo zampino nei successi nerazzurri degli anni a seguire. Andando ancora indietro nel tempo, fece furore la rabbia dei tifosi della Lazio scatenatasi quando, l’11 giugno del 1995, Sergio Cragnotti anuncciò la cessione, per 25 miliardi di lire, di Beppe Signori al Parma: in quei giorni la mobilitazione fu tale che, la sera stessa, Cragnotti comunicò l’interruzione di ogni trattativa. Ma non sempre i tifosi hanno visto valere le proprie ragioni. Basti pensare che a nulla valse la rivolta popolare messa in atto dai tifosi della Fiorentina quando, nel 1990, Pontello decise di vendere Roberto Baggio ai nemici storici della Juventus: un affronto vero e proprio che, però, non riuscirono ad evitare.