“In quarantena mi sarei voluto ammazzare a stare a casa, Mihajlovic ci massacra”, parla Medel

Il centrocampista del Bologna Medel parla a tutto campo, dalla quarantena fino al tecnico Mihajlovic. Indicazioni anche sul futuro

Il centrocampista del Bologna Medel è chiamato il Pitbull per la grinta che riesce a mettere in campo. Ai microfoni di Radio Continental ha svelato interessanti indicazioni legate al mondo del calcio.

LA QUARANTENA “Mi sarei voluto ammazzare a stare dentro casa tutto quel tempo, ma alla fine siamo stati bene in famiglia. Per i bambini è più difficile, ho una figlia di cinque anni, le ho spiegato tutto riguardo il coronavirus e lei ha capito. Ci rendeva tristi il fatto che non potesse vedere gli amici, i compagni di classe, non andava a scuola. E questo è un aspetto complicato. Al Bologna mi mancano cose come le partite internazionali, combattere per qualcosa di più importante. Ma mi trattano bene, è un club dove sono di casa. In Turchia facevo il double, ma sono venuto qui per la tranquillità della mia famiglia. E abbiamo Mihajlovic un allenatore che dà il 100% e che ci massacra in allenamento. E questo mi piace”.

IL BOCA “Parlo spesso con con Riquelme, una volta a settimana. Parliamo di tutto, del calcio e della famiglia. Il Boca è sempre importante, in Sudamerica e nel mondo. Tornerei con gioia, ma devo vedere cosa ne pensano la mia famiglia e il mio club e se l’interesse del Boca è reale. Quando sono stato lì non mi sono accorto della dimensione del Boca, perchè ero un ragazzino avevo 20 o 21 anni. Solo ora, che sono un calciatore più maturo mi rendo conto di quello che è. In Italia la gente conosce il Boca, non il River”.

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