“A Coverciano Corrado Viciani è ancora materia di studio. Quando parlano di tiki-taka, del calcio spagnolo e sudamericano, io dico che il ‘gioco corto’ l’ho conosciuto tanti anni fa avendo allenato la Ternana. Anche se sono arrivato dopo qualche anno rispetto a Viciani quella traccia era rimasta”. A parlare così è il direttore tecnico della scuola allenatori e presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio Renzo Ulivieri, intervenuto alla presentazione del libro ‘Il Maestro’, che racconta proprio le vicende di Vinciani, calcistiche e non.
“Fu un precursore, una grande novità per quel tempo. Io ho avuto la fortuna di arrivare dopo di lui a Terni e di apprendere cose che erano materia oscura. Per questo Viciani è stato sottovalutato in qualche momento, perché era troppo avanti, probabilmente se avesse avuto la fortuna di capitare in qualche grande squadra il suo calcio si sarebbe sparso da subito. Viciani per Terni è stato una leggenda. Un patrimonio immortale, perché e colui che le ha permesso di fare il salto di qualità e la scalata dalla Serie C fino alla A. Il tiki-taka noi lo abbiamo visto tanti anni fa, prima allo stadio di viale Brin, poi al Liberati”.
Vinciani è nato a Bengasi, in Libia, nel 1929 ed è scomparso a Castiglion Fiorentino, terra di origine della famiglia, nel febbraio 2014. Da giocatore calcò i campi di serie A con Genoa e Fiorentina e vestì anche la maglia della nazionale olimpica. Da allenatore, sulla panchina del Palermo, portò la squadra alla sua prima finale in Coppa Italia, ma è’ la Ternana alla quale il suo nome è legato indissolubilmente. Proprio grazie al ‘gioco corto’ portò i rossoverdi in serie A nella stagione ’71-’72.
