‘Report Calcio 2015’, dagli incassi ai diritti tv: tanto fatturato, ma quanti problemi!

Presentato oggi il 'Report Calcio 2015', tutti gli incassi del calcio italiano, dagli stadi ai diritti TV. Insieme al fatturato però crescono anche i problemi

E’ stato presentato oggi a Coverciano il ‘Report Calcio 2015‘, un documento che mostra tutti gli incassi del calcio italiano, dai biglietti, agli stadi, agli sponsor ai diritti tv relativi alla scorsa stagione, quella 2013/14. Se l’incasso è pari a 13 miliardi ed è aumentato del 50% in dieci anni, in maniera direttamente proporzionale sono aumentati anche i debiti. Ed è su questo punto che la FIGC vuole intervenire, sviscerando i problemi che causano stallo e rilanciando l’attività economica delle società di calcio, rendendole vere e proprie aziende. Molti punti sono stati analizzati nel report in questione, vediamo i più importanti.

Nel 2015 il calcio italiano ha fatturato 2,7 miliardi di euro

Leggero ma sostanziale aumento (1,2%) rispetto alla stagione precedente: nella stagione 2013/14 il calcio professionistico italiano ha fatturato 2.727 milioni di euro.  Una crescita è sempre positiva ma sembra alquanto minima alla luce della media degli altri campionati europei che, nello stesso periodo, hanno aumentato il fatturato del 6,4%. Questi dati sono calcolati sulla base dei diritti tv e delle plusvalenze ottenute dalle cessioni, le altre entrate si attestano sotto al 50% totale del fatturato. Il 37% è rappresentato soltanto dai diritti tv che ammontano per il calcio italiano a 1.016 milioni di euro, il 2% in meno rispetto alle entrate fatte registrare lo scorso anno. In decrescita anche le plusvalenze, a -2% dalla stagione 2012/13 (pari la scorsa stagione a 528 milioni di euro).

Serie A è ‘vecchia’ e si da poco spazio ai giovani

La Serie A è ufficialmente il campionato più ‘vecchio’ d’Europa con un’età media dei calciatori pari a 27,3 anni (vince la Germania a 25,6). Altra batosta arriva per quanto riguarda la presenza di giovani nelle squadre: l’Italia è all’ultimo posto in fatto di calciatori che arrivano dalle giovanili. Solo l’8,4% di calciatori arrivano in prima squadra dalle squadre Primavera (vince la Francia con il 23,6%). Anche in fatto di stranieri, con il 54,1%, l’Italia è al terzo posto in quanto a percentuale di ragazzi provenienti da altri Paesi (prima ci sono soltanto Cipro e Inghilterra). Ma il trend è ampiamente diffuso nei maggiori campionati europei, dove anche Spagna e Germania si attestano ad una percentuale molto alta, il 40%.

Aumento degli spettatori ma strutture inadeguate

Un dato confortante quello che arriva dal ‘Report Calcio 2015’ in fatto di presenza allo stadio. Gli spettatori sono aumentati del 6% rispetto la scorsa stagione, facendo contare 13,1 milioni di teste che hanno seguito le partite dai seggiolini degli stadi. La Serie A si attesta al quarto posto tra i campionati europei, con la media di 23.011 spettatori a partita. A seguire troviamo la Ligue 1 con una media di 20.953 mentre sul podio le solite note: Bundesliga (43,499), Premier League (36,670) e Liga (26,955). Tutto molto bello, a parte le strutture in questione. In media gli stadi italiani hanno 62 anni e le strutture sono, in certi casi, sull’orlo della fatiscenza: solo il 70% dei posti sono coperti e per il 40% c’è la presenza di piste d’atletica.

Meno male che c’è la Nazionale!

A trascinare gli italiani davanti la tv è la Nazionale azzurra. Riguardo all’Italia l’interesse non cala mai e il Report ci mostra come in un sondaggio, il 75% degli italiani si dichiara interessato alla Nazionale, mentre anche chi non è appassionato di calcio afferma che comunque ne segue le gesta in tv facendo salire la percentuale all’84,4%. Non è un caso che tra i cinque eventi più seguiti della scorsa stagione nella tv in chiaro vi siano due partite dei Mondiali in Brasile: Italia-Uruguay e Italia-Costa Rica che si attestano addirittura al primo e al secondo posto della top 5. D’altronde lo sport nazionale è il calcio: un quarto (25%) degli atleti tesserati dalle società affiliate al Coni giocano a calcio. L’Italia si piazza al primo posto in Europa quando si tratta di arbitri: l’Italia vanta infatti il maggior numero di fischietti internazionali.