Riapertura stadi, c’è chi spinge per il ritorno del pubblico e chi è contrario

Un argomento molto caldo legato al mondo del calcio è quello della riapertura degli stadi, il confronto tra due figure diverse

“Riaprire gradualmente stadi e palazzetti, altrimenti si rischia il crac da parte dei club senza risorse dal botteghino e dagli sponsor”: è stato questo l’argomento principale durante l’Assemblea di Lega Pro presieduta dal presidente Francesco Ghirelli. “Un risultato positivo è stato sicuramente il cambiamento del protocollo sanitario che porta all’effettuazione dei tamponi entro le 48 ore dall’incontro di calcio. I costi sono sempre alti ma almeno dimezzati: un vero passo in avanti è stato compiuto”.

“Nell’incontro convocato dal Presidente della Figc Gabriele Gravina, che ringrazio, avevo proposto di passare da 22 a 23 giocatori per quello che riguardava le liste: ma per chiudere occorreva arrivare a 24. In questo contesto noi acquisiamo 2 punti chiave: le liste e il minutaggio. Abbiamo anche posto il tema delle risorse per lo sviluppo della formazione di giovani talenti”.

Il parere è completamente opposto da parte di Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del ministro della Salute a Sky Tg 24: “Abbiamo privilegiato l’apertura delle scuole mettendo in circolazione dieci milioni di persone all’interno di ambienti chiusi, non è pensabile di aprire a migliaia di persone degli stadi. È un’eventualità che potremo prendere in considerazione solo nel momento in cui effettivamente continueremo a tenere la circolazione del virus sotto controllo. In questo momento, con i nostri dati e con quelli dei Paesi circostanti non ci possiamo permettere di abbassare la guardia”.