Oggi in Lega Calcio, subito dopo l’assemblea ordinaria convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo (Palermo ed Empoli avrebbero pero’ votato contro), avrebbe dovuto aprirsi la discussione sulla riforma del Campionato di Serie A. La riunione dell’apposita Commissione Riforme pero’, a causa del protrarsi dell’Assemblea, in realta’ non si e’ tenuta ed e’ stata rinviata al prossimo venerdi’ 6 novembre alle 13.30.
Sul piatto c’e’ la possibilita’ che la massima serie possa passare dalle attuali 20 a 18 squadre, un’ipotesi caldeggiata dalla Federcalcio e gia’ sposata anche dalla serie B, che a sua volta ha in programma la riduzione del suo campionato da 22 a 20 squadre.
A favore del ridimensionamento del numero delle squadre di Serie A sono sicuramente tutte le grandi, dalle milanesi alle romane, dalla Juventus al Napoli, che in questo modo potrebbero evitare il fardello di dover disputare anche cinque turni infrasettimanali come succede quest’anno, ma anche per dividere i proventi derivanti dai diritti televisivi in fette piu’ grosse.
Dall’altra parte della barricata ci sono invece le medie e le piccole, per le quali un’eventuale retrocessione sarebbe ancor piu’ traumatica, perche’ se la riforma fosse approvata diventerebbe molto piu’ difficile tornare in Serie A, visto che diminuirebbe il numero delle promozioni dirette dalla B. Da quanto emerge negli uffici di via Rosellini le posizioni tra le parti in causa sarebbero molto distanti e i fautori della riforma potrebbero contare su molti meno voti rispetto ai 14 necessari per la sua approvazione. Proprio per questo sara’ molto difficile arrivare ad un accordo in tempi brevi.