Dal rinnovo di Inzaghi ai destini di Pioli e Allegri: in Serie A ha ragione chi… continua?

Il rinnovo di Allegri, il destino di Pioli e quello di Inzaghi: le big di Serie A si interrogano sul futuro dei propri allenatori

La stagione di Serie A si avvia verso la fine e per le società è tempo di stilare i bilanci in ottica futura. Juventus, Milan e Inter devono soppesare le rispettive stagioni mettendo sulla bilancia vittorie, sconfitte, obiettivi e risultati raggiunti. Il tutto per poi ragionare sul futuro delle rispettive panchine. Tre situazioni differenti, ognuna con le proprie peculiarità.

In Italia la continuità viene premiata?

Un vecchio adagio dice che “chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova“. Una massima che le società italiane tendono a seguire, almeno quelle che poi ottengono i risultati. Prendiamo come esempio l’Atalanta: Gasperini al timone da tempo immemorabile, i bergamaschi sono diventati una solida realtà europea della quale anche il Liverpool, per bocca di Klopp, ha grande rispetto.

Spesso la fiducia deve essere riposta anche quando gli obiettivi non vengono raggiunti. Lo insegna, in questo caso, la Serie B: il Frosinone ha confermato Grosso e ha raggiunto la Serie A; il Parma ha confermato Pecchia e viaggia verso la promozione.

E se è vero che, in determinate situazioni, il cambio serve per dare la svolta (Roma-De Rossi), è anche vero che di esempi negativi ce ne sono parecchi. Restando in Serie B, il Bari ha cambiato 3 allenatori in stagione (Mignani, Marino e Iachini), avrebbe dovuto giocare un campionato di alta classifica e invece si ritrova a 3 punti dalla zona retrocessione. Quattro cambi in panchina anche per la Salernitana (Paulo Sosa, Filippo Inzaghi, Fabio Liverani e Stefano Colantuono). I risultato? Un’intera stagione sul fondo della classifica e una retrocessione che sembra ormai inevitabile.

Il Napoli, infine, da Campione d’Italia in carica, dice addio a Spalletti dopo 2 stagioni, cambia Rudi Garcia, Mazzarri e ora Calzona, ma non è mai stato neanche lontanamente vicino all’Inter.

Il futuro di Massimiliano Allegri alla Juventus

La Juventus si trova davanti a un bivio che divide anche la tifoseria: confermare Massimiliano Allegri o salutarlo. La stagione è tutt’altro che positiva, la possibile vittoria della Coppa Italia potrebbe addolcirla un po’ (trofeo già vinto il primo anno).

La Juventus dovrebbe chiudere in top 4, tanto decantato obiettivo stagionale, ma finire sotto il Bologna (per quanto super) sarebbe un’umiliazione. Il gioco latita, ma lo spogliatoio è sempre stato dalla parte dell’allenatore. Allegri ha ancora 1 anno di contratto a 7 milioni e non sembra intenzionato a dimettersi.

Sostituti? Si è fatto il nome di Thiago Motta che, a quanto sembra, chiede garanzie sul budget e le prospettive della dirigenza. Dubbi anche sull’adattamento alla panchina di una big come la Juventus che, dopo 4 anni di buio, vorrebbe tornare a lottare seriamente per lo Scudetto. Una scommessa, per quanto intrigante, è davvero quello che serve?

Il futuro di Stefano Pioli al Milan

Pessimismo, fin troppo ingiustificato, in casa Milan. La stagione dei rossoneri ha vissuto qualche ombra, spesso ingigantita dai malumori della piazza che vede la controparte interista veleggiare verso lo Scudetto. Il Milan però, a differenza della Juventus, ha un’identità precisa data dal proprio allenatore, gioca bene, vince e convince. È secondo in classifica, è in corsa per l’Europa League e viene da una semifinale di Champions dell’anno scorso, alla quale si presentò da Campione d’Italia in carica. Il Milan di oggi è la creatura di Stefano Pioli: cambiare allenatore, scardinare le certezze tattiche, i meccanismi e i rapporti con la squadra, è davvero la scelta giusta?

Il futuro di Simone Inzaghi all’Inter

Simone Inzaghi è sicuramente l’allenatore la cui posizione appare più solida rispetto ai colleghi. Il tecnico nerazzurro viaggia verso il primo Scudetto da allenatore che consacra il suo ciclo di vittorie da quando siede sulla panchina dell’Inter. In bacheca ha già messo, infatti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane.

Attualmente percepisce 5.5 milioni a stagione più bonus con l’adeguamento di contratto del 2023. Pronto un rinnovo, post Scudetto, a 6.5 milioni l’anno.