“Il contagiato purtroppo deve essere considerato alla pari di un infortunio. Se vogliamo ripartire dobbiamo considerare le condizioni della persona, non è che in stabilimenti balneari o alberghi trovi un positivo chiudi tutto. Che succede poi se si trova un contagiato a novembre 2020? Vincoleremmo anche il prossimo campionato. Se poi si decide di stare sulla linea francese, allora il Governo decide e si vede chi va in Champions, chi retrocede e tutto questo. Oggi, dopo riflessioni ed aver messo sotto controllo il contagio, si è fatto finalmente ripartire una buona parte del sistema economico, e spero che ora sia diano certezze e garanzie perché questo mondo, così come le altre discipline, ha bisogno di certezze”. Ad affermarlo, durante la trasmissione di TMW Radio ‘Stadio Aperto’, l’ex ministro dello Sport Luca Lotti.
“I temi del calcio e dello sport possono sembrare secondari ma non lo sono. L’attendismo lo condivido solo se è preludio a una decisione chiara e una scelta certa. Se i protocolli che saranno concordati si riveleranno chiari, non vedo perché non discutere della data di ripartenza. Se invece dovesse essere solo un modo per prendere altro tempo, si farebbe il male del calcio. E non dei ventidue ragazzi viziati a giocare in calzoncini corti, ma la riflessione è ben diversa: se non diamo certezze a un mondo come il calcio, diventa un problema economico ancora prima che sociale. Spadafora? Non mi permetterei nemmeno sotto tortura di parlare pubblicamente del suo operato, ciò che ho da dirgli semmai, anche quando le cose non va bene, gliele dico nelle forme che conosco: atti parlamentari, emendamenti… Se sbaglia a non allargare agli sport le risorse del Decreto liquidità glielo dico, così come quando investe un miliardo di euro glielo sport gli dico bravo. Ho visto un po’ troppa cautela, gli ho sempre detto di decidersi perché non c’è peggior cosa dell’incertezza”.