Ripresa campionati, la soluzione di Stirpe: “Spalmare la stagione in due anni”

La soluzione proposta dal presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, sull'eventuale ripresa dei campionati: spalmare la stagione in due

Subito dopo l’annuncio dello stop dei campionati, su queste pagine lanciammo le varie ipotesi sulla possibile ripresa. Da quella più ottimistica ad una delle peggiori: riprendere, e concludere, la stagione attuale dopo l’estate, cancellando difatti quella 2020-2021. Una soluzione che i vertici del calcio italiano non avranno neanche preso in considerazione, seppur in queste settimane qualcuno l’abbia citata, per non perdere ancora di più del patrimonio economico che hanno già perso e perderanno nelle prossime settimane. Forse, il danno sarebbe minore a chiudere qui questa e ripartire normalmente ad agosto anziché il contrario. Sta di fatto che, al momento, tutto è incerto.

L’ipotesi sopracitata, però, è stata proposta dal presidente del Frosinone, nonché vice presidente di Confindustria, Maurizio Stirpe: “La stagione può ripartire? Molto difficileafferma alla Gazzetta dello Sport – Se si sposa la teoria di finire a luglio sarebbe un problema per la stagione successiva. E poi si potrebbe giocare solo a porte chiuse, quindi mortificando lo sport. Bisogna spalmare questa stagione in due, ossia ripartire da dove si era finito, ma solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza. Questa stagione si deve chiudere al 30 giugno 2021, traslando tutti i contratti di un anno: i tesserati così prendono in due anni lo stipendio di uno, avendo lavorato solo un anno. Sponsor, tifosi e tv? Si congela tutto, entrate e uscite, e si riattivano quando si riparte. Lo Stato riavrà le sue tasse, i giocatori i loro stipendi, i tifosi avranno già gli abbonamenti e gli sponsor i contratti. Dopo i rinvii di Europei e Olimpiadi è la cosa migliore”.

“Leggo proposte di fare solo due promozioni in A e altre cose astruse – prosegue Stirpe – purtroppo ci sono teste interessate a portare a proprio vantaggio anche le situazioni più drammatiche. Noi oggi saremmo terzi, quindi la A spetterebbe anche a noi. Ma dobbiamo superare queste questioni. Qualcuno alla fine rimarrà scontento? Può darsi, ma se si fanno slittare questi tornei è la cosa migliore. Sono stati interrotti per la salute pubblica, devono riprendere quando il problema sarà risolto e, se bisogna aspettare un anno, aspetteremo. Come si può pensare di ripartire ad agosto o settembre? A porte chiuse? Sarebbe la fine del calcio, con scarso valore a livello economico. Tra un anno il calcio sarebbe più apprezzato. Se il calcio può permettersi di stare un anno fermo? Intanto lo Stato deve fare la sua parte, come per tutte le imprese. E poi oggi il calcio non ha valore. Se si riprende in modo frettoloso, si rischia di implodere. Bisogna sfruttare questi mesi di attesa per mettere mano a tutto il sistema. E lo devono fare le leghe europee, la Uefa deve generare coesione”.

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