Rizzoli: “ok alla tecnologia, ma la moviola non serve. Vi spiego perché…”

L'arbitro internazionale Nicola Rizzoli spiega la funzionalità della goal technology e degli arbitri di linea, ma dice di no alla moviola in campo

Dice sì alla tecnologia sulla linea di porta, ma no alla moviola un addetto i lavori. E aggiunge anche che gli arbitri addizionali andrebbero mantenuti. E’ il pensiero di Nicola Rizzoli, intervenuto ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno: “Posso dire il mio pensiero che non è da dirigente o da designatore. Le due parole, tecnologia e moviola, sono ben differenti. Tutto quello che dà delle informazioni oggettive, risposte non interpretabili, come la goal line technology, è una cosa e avendola utilizzata in Brasile non posso dire che non è utile, anzi. Ma la tecnologia ad oggi è solo questa.”

Molti dubbi però sulla moviola in campo e Rizzoli spiega anche perchè: “Sulla moviola ho molti dubbi: in una situazione in cui c’è un contrasto che al 50% può essere fallo e al 50% no, la moviola può aiutare? Lavoro tantissimo con la moviola per migliorarmi ma la soggettiva della valutazione in campo tiene conto delle sensazioni. L’uomo come persona ha in più sul campo i 5 sensi che la tv ti toglie, la valutazione dal campo rispetto a quella della moviola ha dati oggettivi in più. Poi siamo umani e possiamo sbagliare ma la soggettiva dal campo vale più della soggettiva della moviola”.

L’esempio che Rizzoli fa riguarda i contatti fallosi, ricordando come nel regolamento siano previste una serie di situazioni “in cui, quando c’è da valutare un contatto, è a giudizio dell’arbitro”. La Figc, intanto, ha annunciato di voler abolire gli arbitri di porta “ma servono e rendono la qualità dell’arbitraggio estremamente buono. C’è una possibilità di controllo veramente enorme, permette la divisione dei compiti. E poi, sul gol-non gol, a tutt’oggi errori non ce ne sono stati, ci sono state nove situazioni al limite e tutte sono state decise giustamente”.