Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri, ha fatto un po’ il punto sulla nuova stagione. La Can unica è già di per sé una novità, con arbitri di A e B che tornano nello stesso gruppo. Ma a far discutere è il fallo di mano, sui rigori e non solo. Rizzoli, dopo il record di penalty della scorsa stagione, ha promesso: “Ci sono rigori concessi che sono troppo leggeri. C’è contatto e contatto, soprattutto nel calcio. Il fallo di de Roon dell’ultima Juve-Atalanta, ad esempio? Non lo vorrei rivedere: è troppo leggero. Sono situazioni da valutare sul campo, però non possiamo togliere al difensore la possibilità di fare un movimento istintivo: se il braccio non poteva essere più ritratto non deve essere punibile. L’obiettivo è permettere ai difensori di non giocare come i pinguini. L’augurio è che se ne fischino di meno: vorrebbe dire che si interpretano meglio contatti valutati in maniera troppo leggera e che i giocatori capiscano che un contatto non equivale a un rigore”.
Novità anche per il tocco di mano che precede un gol. D’ora in poi verrà punito solo se avviene nell’immediatezza. Per capirci: un gol come quello di Ibra a Firenze contro i viola, annullato per un tocco proibito ravvisato dal VAR e che precedeva il doppio dribbling che avrebbe portato lo svedese in porta, oggi sarebbe valido “Sì – conferma il designatore Nicola Rizzoli – non ne vedremo più di reti annullate così. Conta l’immediatezza: un esempio? Veretout in Roma-Samp verrebbe ancora annullato, non c’è nulla tra il tocco di Perez e il suo tiro, quello di Ibra no”.
A Tivoli, quest’anno, un raduno di arbitri, assistenti e osservatori. E si è vista una novità in più: Francesca Di Monte, 37 anni di Chieti, che riporta le donne negli staff arbitrali dove coprirà il ruolo di assistente: “Quasi non ci siamo accorti – dice Rizzoli – a parte le ovvietà, di avere una donna. Anche nei test fisici ha raggiunto tutti gli obiettivi. È per tutti parte della squadra, un pezzo del puzzle, così che quasi te ne dimentichi e credo sia giusto così nei suoi confronti. Quando la designerò in A? Quando sarà pronta, così come sarà naturale avere un arbitro donna quando ce ne saranno con le giuste qualità. È un obiettivo per la crescita, non per moda“.