Daniele De Rossi, a ‘So Foot’, ha gettato la maschera parlando a tutto tondo della sua esperienza in giallorosso e della sua vita professionale più in generale: “La Lazio? In partita mi insultano ma lo trovo normale. In strada, però, nessuno mi ha mai mancato di rispetto. La Coppa Italia? Una ferita che non si rimarginerà mai. Se in campionato si finisce ottavi e loro decimi, si può respirare. Non si può capire se si vive altrove, ma se Roma avesse avuto solo una squadra , come Napoli o Parigi, allora la città avrebbe avuto la più grande tifoseria del mondo. Senza dubbio. Ed è ovvio che la squadra si sarebbe chiamata Roma. Qui c’è un amore enorme, ma se perdiamo le prossime tre partite 5-0, questo amore può rivoltarsi contro di noi, è un fuoco che può bruciare. Quanti luoghi così caldi ci sono in Europa? Molto pochi”.
Capitolo Zeman: “non gli ho mai mancato di rispetto, semplicemente non mi riteneva adatto al suo gioco. Rudi Garcia? Io non lo conoscevo e ammetto che alla notizia del suo arrivo avevo avuto qualche dubbio. Avevo l’impressione che era stato preso perché non erano arrivati Allegri o Mazzarri, e quando ho digitato su internet il suo nome la prima cosa che vedo è un video di lui con la sua chitarra che suona ‘Pompompero’. Allora dico: ‘Ma chi è questo tizio?’. Ora ringrazio Dio che lo abbiamo preso. Può essere una svolta nella storia della Roma, può farci vincere”. Capitan Futuro, che prima di chiudere parlando di Nazionale aggiunge che “se l’offerta del Manchester United di questa estate fosse arrivata prima…” aggiunge: “Lippi con me al Mondiale è stato meraviglioso, ma da romanista all’inizio non mi era simpatico. Il rigore alla finale 2006? Mi sarei vergognato, non a sbagliare, ma a non calciarlo”.