Il 7-1 rimediato ieri a Firenze con l’eliminazione dalla Coppa Italia rappresenta il tonfo più pesante per la Roma di Di Francesco che quest’anno era già incappata in numerose brutte figure in campionato. Da un lato, è obbligatorio interrogarsi su cosa succede alla squadra capitolina ma dall’altro non bisogna perdere la ragione lanciando sentenze che ci sembrano completamente fuori luogo. Non crediamo che tra la Roma dell’anno scorso e quella di quest’anno ci sia molta differenza: la scorsa stagione s’è conclusa con una Semifinale di Champions League (dove quest’anno la Roma è ancora in corsa, affronterà il Porto agli Ottavi di Finale e nessuno può dire come andrà), un 3° posto a -18 dalla Juventus e a -14 dal Napoli in Serie A (dove quest’anno la Roma è ancora in piena corsa per la Champions, a -6 dal terzo posto ancora alla portata), e un’eliminazione agli Ottavi di Finale di Coppa Italia (quest’anno la sconfitta è arrivata ai Quarti).

Ripercorrendo la stagione romanista fino a questo momento, abbiamo avuto importanti conferme sulla forza di questa squadra non soltanto nelle goleade in Champions contro Viktoria Plze? e CSKA Mosca, ma anche negli scontri diretti della Serie A dove la Roma ha giocato alla pari con la corazzata Juventus (sconfitta immeritatamente 1-0), ha pareggiato con Napoli e Inter, vinto 3-1 con la Lazio nel sentitissimo derby e 4-1 con la Sampdoria più forte degli ultimi decenni. Le sconfitte più clamorose sono arrivate con Udinese, Spal e Bologna, oltre ai pareggi con Chievo e Cagliari. E’ evidente che c’è un problema mentale, psicologico: la vera Roma è quella che vince 0-3 il primo tempo con l’Atalanta Sprint di Gasperini e che gioca alla pari con tutte le big del campionato, o quella che invece si fa rimontare dal Cagliari, dal Torino, dall’Atalanta, poi perde 7-1 a Firenze o addirittura 0-2 in casa con la Spal? E’ quella dei 5 gol e 2 assist di Dzeko in Champions League (meglio di lui solo Messi e Lewandowski), o quella del flop Schick mai efficace in nessun ruolo in cui ha avuto le chance di esprimersi?

Inutile ripetere le solite assurdità sul mercato della società: chi può essere così sciocco da rimpiangere gente come Strootman e Nainggolan, a maggior ragione viste le loro performance a Marsiglia e Milano? Molto meglio Zaniolo e Pellegrini, senza considerare i vari Cristante, Pastore, Nzonzi e i talentuosi Kluivert e Coric ancora troppo giovani per esplodere. L‘unica reale perdita tecnica è stata quella di Alisson, che l’anno scorso con i suoi miracoli aveva regalato talmente tanti punti e vittorie da nascondere molti problemi che quest’anno sono emersi inesorabilmente.
Forse la Roma di quest’anno ridimensiona un po’ i risultati di quella della passata stagione? Chissà. Potrebbe essere una chiave di lettura. In fondo la semifinale di Champions League è arrivata anche lì alternando blackout anche pesanti come le sconfitte di Madrid contro l’Atletico 2-0, il 2-1 rimediato in casa dello Šachtar e il 4-1 dell’andata con il Barcellona, alle notti magiche dell’Olimpico (3-0 al Chelsea e 3-0 al Barcellona), e con un po’ di fortuna (se l’Atletico Madrid non si fosse suicidato facendosi eliminare dal Qaraba? con due pareggi, la Roma non avrebbe superato neanche il girone). E in campionato le avversarie erano certamente meno competitive rispetto a questa stagione.

L’assenza di De Rossi ha pesato più di ogni altra cosa, sia da un punto di vista tattico che sotto il profilo del temperamento. La squadra s’è ritrovata per mesi in campo senza il suo leader, un po’ come nei momenti peggiorni dello scorso anno quando a Gennaio era servito lo “shock” di Under a mantenere a galla la squadra dopo l’espulsione del Capitano a Genova.
Ecco perchè crediamo che adesso Di Francesco abbia bisogno di fiducia e sostegno: la squadra può arrivare in fondo in Champions League e inseguire quel 3° posto che in Campionato non è affatto lontano. E’ la stessa squadra di un anno fa, senza il portiere più forte del mondo ma con molto più talento, qualità e soluzioni in tutti gli altri reparti del campo.
Nonostante tutto, continuiamo a scommettere che alla fine della stagione i risultati non saranno peggiori rispetto a un anno fa. E non è da escludere che vada persino meglio, perchè se questa Roma riesce a uscire dalle difficoltà mentali e ritrova il suo leader davanti alla difesa, è in grado di giocarsela con chiunque. Non solo in Italia, ma anche in Europa.
