L’1-7 rimediato all’Olimpico contro il Bayern Monaco ha minato dalle fondamenta le convinzioni di una Roma così carica da presentarsi all’appuntamento europeo senza nessuna intenzione di giocare “all’italiana”, ma con la voglia di affrontare i titani bavaresi a viso aperto: scelta coraggiosa, ma dolorosa, visto l’esito finale. Ieri a Marassi la squadra di Garcia non è riuscita a riscattarsi: uno 0-0 contro una Samp che, per quanto in forma smagliante e carica a molla, non è certo al livello dei giallorossi. E poco importa se i pali e Romero abbiano negato la vittoria. La prestazione di Genova è stata decisamente appannata, soprattutto nella prima ora di gioco, in cui Totti e compagni sembravano aver perso quella ormai naturale tendenza a rischiare passaggi difficili e inserimenti imprevedibili.
L’interrogativo sorge spontaneo: è un calo fisico o l’inizio di un preoccupante blocco mentale? Innegabilmente, un 1-7 pesa come un macigno, soprattutto su giocatori alla prima esperienza in Champions League, ma bisogna anche evidenziare come la Roma non sia più “storicamente” abituata a giocare ogni 3 giorni. Il ruolino di marcia delle ultime gare non è certo benevolo verso la Garcia-band: una sola vittoria (3-0 sul modesto Chievo) nelle ultime 5 partite: 1-1 esterno contro il Manchester City, la discussa sconfitta 2-3 in casa della Juve, il citato successo interno contro i clivensi, il bruciante 1-7 contro il Bayern e, da ultimo, il pareggio a reti bianche di Marassi.
Parlare di crisi sarebbe una bestemmia, vista la caratura media degli avversari affrontati, tra i quali i campioni d’Inghilterra, d’Italia e di Germania, nonché la squadra fisicamente più in forma del nostro campionato e considerato che le prestazioni, al di là del blackout contro il Bayern e degli appannati 60 minuti contro la Samp, sono state più che confortanti e che la squadra ha comunque dovuto fare i conti con gli infortuni di De Rossi, Keita e Iturbe. Più che di altro, bisognerebbe parlare di piccolo “campanello d’allarme” per il prossimo futuro, che riserverà per i giallorossi un ritmo altrettanto estenuante. Garcia, da questo ciclo infernale avrà sicuramente tratto indicazioni importanti su come sfruttare al meglio le “risorse umane” a sua disposizione ed evitare quei cali fisici che ci possono stare quando disputi 2 competizioni puntando a fare il massimo in entrambe.