Roma-Lazio – Il derby di domenica scorsa tra Roma e Lazio, come quasi tutti quelli giocati dalle due squadre nella loro storia, ha lasciato in eredità una marea di polemiche. Come sappiamo lo stato d’animo è completamente opposto dopo la vittoria dei biancocelesti per 3-1: se da una parte gli uomini di Simone Inzaghi sono ad un passo dall’Europa League, i giallorossi rischiano di perdere il secondo posto sul filo di lana. Intanto oggi è spuntato fuori un altro motivo di astio tra le due società dopo il match di domenica, per via del marchio S.P.Q.R utilizzato dalla Roma sulle sue maglie. Secondo la Lazio questo acronimo non può essere solo della sponda romanista, visto che appartiene a tutta la città.
Roma-Lazio – Un concetto che il club di Lotito ha tenuto a puntualizzare attraverso le parole del direttore della comunicazione Arturo Diaconale, riportate dall’agenzia ‘Ansa’: “E’ un marchio di grandezza planetaria, per questo non se ne può fregiare solo una squadra della Capitale. Non so se l’utilizzo sia stato autorizzato dal Comune e sia consentito a tutti. Sono curioso di sapere se c’è stata autorizzazione e se per caso si è voluta dare l’impressione di un’identificazione tra squadra e città è sbagliato: la città si identifica con tutte e due le squadre, soprattutto con quella più antica che ha portato il calcio a Roma. Speriamo sia chiarita questa posizione dall’autorità comunale. Anche la Lazio può scendere in campo con S.P.Q.R. identificando con l’aquila l’appartenenza alla città, non solo la lupa è simbolo di Roma ma anche l’aquila. Utilizzare in modo libero il brand S.P.Q.R. quanto meno è uno spreco”.





















