Roma, Mkhitaryan si presenta: “Ecco dove mi esprimo al meglio”. Petrachi: “Lui e Smalling operazioni furbe”

Dopo le partite con la nazionale armena, il nuovo calciatore della Roma Henrikh Mkhitaryan è stato presentato a stampa e tifosi

L’ultimo giorno di calciomercato ha permesso alla Roma di assicurarsi Henrikh Mkhitaryan. Il calciatore armeno, dopo le due gare di qualificazione con la sua nazionale, è tornato nella capitale per essere presentato a stampa e tifosi. Queste le sue parole.

“Sono molto contento di essere qui. Prima di arrivare, recentemente, ho vissuto un periodo non facile. Adesso comincia per me una nuova avventura. Sono consapevole dell’importanza del club nel quale sono arrivato: aiuterò la squadra a raggiungere i propri obiettivi. Ho incontrato i nuovi compagni: c’è una grande atmosfera e ci sono tutte le premesse per fare bene. Il mio obiettivo è segnare quanti più gol e assist per aiutare la squadra. In nazionale gioco in posizione centrale godendo di più libertà. Nelle ultime squadre di Premier partivo da una posizione più arretrata in cui dovevo cucire centrocampo e attacco: posso giocare in tutti i ruoli di attacco, a destra, a sinistra o dietro le punte. Fonseca? Ho seguito lo Shakhtar Donetsk, mi ha colpito come la squadra ha tenuto testa a grandi squadre e spero possa fare lo stesso a Roma esprimendo un calcio spettacolare. La Roma è una nuova esperienza, non mollerò mai e lotterò fino alla fine per far raggiungere gli obiettivi. Sono abituato alla pressione delle grandi squadre, il minimo errore viene criticato e le buone prestazioni esaltate. Le critiche fanno parte del calcio e vanno affrontate. Sono come comportarmi e accetto tutto. Ho scelto la Serie A perché è una grande avventura. Non abbiamo neanche parlato di denaro, sono qui per divertirmi e godermi il calcio “.

A prendere la parola è anche il ds giallorosso Gianlua Petrachi, seduto accanto a Mkhitaryan in conferenza: “Sia per Smalling che per Mkhitaryan abbiamo fatto delle operazioni furbe. Poi il tempo dirà se avremo la forza e la capacità di trattenere giocatori del genere e fare investimenti importanti per aumentare il tasso qualitativo. A volte bisogna adattarsi alle esigenze, a 48 ore dalla fine del mercato era difficile impostare un altro tipo di ragionamenti. Dzeko? Ho sempre detto che era il centravanti della Roma e mi sarebbe piaciuto trattenerlo. C’erano delle alternative, ma la nostra prima scelta è sempre stata Edin. Ho sempre nutrito la speranza di poterlo tenere, quello che è successo nell’ultimo anno a Roma ha pesato sull’umore del giocatore. Io ho cercato di fargli capire che il vento sta cambiando e sta nascendo una Roma diversa, le lusinghe dell’Inter e di altre squadre hanno messo delle cose in testa al giocatore. Io gli ho detto che forse lui non era così importante per l’Inter come lo era per la Roma. Io ho posto il mio prezzo a maggio e quella cifra non è mai arrivata”.