Roma-Napoli, l’unico flop è sugli spalti: due grandi squadre, due piazze isteriche con tifoserie immature

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Roma-Napoli è finita da poco: nel big match di questo weekend di Serie A che vale tantissimo, tra la 2ª e la 3ª in classifica, per giunta squadre di due tra le più grandi e popolose metropoli dell’intera Europa, sugli spalti c’erano appena 30.909 spettatori (dato ufficiale). A latitudini molto più fredde in questi minuti sono in campo Liverpool e Arsenal per il big match di questo weekend in Premier League. Ma Liverpool-Arsenal vale molto meno di Roma-Napoli: entrambe le squadre stanno deludendo, sono rispettivamente 5ª e 4ª in classifica e possono coltivare soltanto un flebile sogno di raggiungere i preliminari di Champions League. Eppure nel leggendario scenario di Anfield lo stadio è completamente esaurito con oltre 54.000 spettatori. Non ci sono Ultras in protesta, non ci sono contestazioni nonostante il momento difficile, non ci sono limitazioni e tessere, non ci sono spazi vuoti. Soltanto passione, maturità e buon senso, a prescindere dai risultati, dai calciatori, dagli allenatori, dai presidenti. E siamo convinti che alla fine, qualsiasi sarà il verdetto del match, se i 22 in campo avranno dato tutto, usciranno comunque tra gli applausi del loro pubblico, anche in caso di sconfitta.

Roma e Napoli, invece, sono l’esempio più evidente di due grandi squadre, due grandi allenatori, due gruppi che esprimono il miglior calcio del nostro campionato e anche due apprezzabilissime società che negli ultimi anni hanno fatto sacrifici ammirevoli per mantenere questi club a livelli altissimi in Italia e stabilmente anche presenti sullo scenario europeo. La partita di oggi l’ha confermato: 98 minuti al cardiopalma, con grande spettacolo, gol bellissimi, salvataggi miracolosi allo scadere. Un match vero, vivo, all’altezza delle top di serie A che si giocano il secondo posto dopo la Juventus (che è di un altro pianeta, da tutti i punti di vista).

E a prescindere dalla squadra, dall’allenatore e dalla società, tutti elementi su cui Roma e Napoli non avrebbero in teoria nulla da invidiare ai bianconeri, la differenza più grande è quella dell’ambiente, della piazza e della tifoseria. A Roma e Napoli abbiamo due piazze isteriche, due tifoserie immature. Per la Roma questa sconfitta casalinga sembra una Caporetto che in realtà non è. La squadra ha dato tutto, avrebbe pareggiato meritatamente se Reina non avesse preso chissà come quel pallone al 95°, e un pubblico maturo l’avrebbe accompagnata negli spogliatoi sotto applausi scroscianti, perchè resta seconda in classifica ed è ancora in corsa per vincere la Coppa Italia e l’Europa League. A maggior ragione dopo una sconfitta così crudele servirebbe soltanto far sentire il sostegno e il supporto del proprio pubblico, della propria gente. A maggior ragione per una società che da 7 anni, dopo una delle gestioni economicamente più dissennate che aveva portato il club sull’orlo del fallimento, ha riportato questi tifosi e quest’ambiente a livelli decisamente competitivi nonostante le difficoltà legate all’impossibilità di costruire un nuovo stadio (ciò che all’estero è la norma, e che in Italia è in dote della Juventus già da molti anni).

Stesso discorso vale per il Napoli, il cui ambiente ha accolto il 3-1 di Madrid come una batosta neanche fosse stato un 8-0 subito dal Lione o dal Galatasaray. E’ stato in realtà un successo per una squadra assolutamente non abituata a sfide così importanti e prestigiose, che è ancora in corsa per la qualificazione ai Quarti di Finale visti i soli due gol di scarto e l’incontro da disputare al San Paolo dove assisteremo ad altri novanta minuti da brividi. Eppure anche a Napoli c’è una squadra spettacolare, un grandissimo allenatore, una società che con oculatezza ha ricostruito in poco tempo un grande sogno dalle macerie del fallimento e della serie C1, arrivando addirittura a lottare stabilmente per lo scudetto come soltanto una volta era accaduto nella storia azzurra, alla fine degli anni ’80 e con un certo Maradona in organico.

Eppure a Roma e Napoli assistiamo ad assurdi mugugni, a proteste, contestazioni, polemiche. Quelle polemiche che semmai sarebbero più legittime da parte dei tifosi della Juventus, che aspettano invano di vincere la Champions League da ormai 21 anni. Tra le big del calcio europeo (del livello della Juve, appunto), dall’ultimo successo dei bianconeri in Champions, il Real Madrid ha trionfato 5 volte, il Barcellona 4 volte, il Milan, il Manchester United e il Bayern Monaco 2 volte,  il Liverpool, l’Inter, il Borussia Dortmund, il Chelsea e persino il Porto una volta, eppure a Torino l’ambiente è molto più sereno, compatto, utile ad ottenere successi.

A Roma e Napoli, invece, l’unico flop e sugli spalti: i tifosi si lamentano di squadra e società, invece è l’ambiente a non essere all’altezza dei rispettivi club e dei risultati della squadra negli ultimi anni e anche (anzi, soprattutto) in questa stagione.