Roma, il sindaco Raggi smorza la polemica sul caso S.P.Q.R. – Come ogni derby capitolino che si rispetti, anche quello di domenica scorsa tra Roma e Lazio ha lasciato in eredità tante polemiche di diversa natura. In ogni caso il 3-1 finale in favore dei biancocelesti ha scatenato l’entusiasmo della sponda laziale, gettando nello sconforto quella giallorossa. Uno dei motivi di astio tra i due club, in questi giorni successivi all’evento, è legato all’acronimo S.P.Q.R., esibito sulle maglie dei giocatori della Roma proprio in occasione del derby. La Lazio ha rivendicato la universalità del marchio, dicendo che anche la sua squadra può indossarlo, essendo un patrimonio di tutti. Da lì è nato un botta e risposta tra le due società e il Comune di Roma, e poco fa è stato direttamente il sindaco della Capitale, Virginia Raggi, a smorzare ogni polemica con un post sul suo profilo Facebook. Eccolo di seguito.

Roma, il sindaco Raggi smorza la polemica sul caso S.P.Q.R. – “Non sanno come far perdere tempo e denaro e lanciano polemiche surreali ogni giorno. Ora è la volta della sigla S.P.Q.R. che potrebbe essere oggetto addirittura di un’interrogazione urgente in Aula. I consiglieri d’opposizione farebbero bene a soffermarsi sullo studio delle leggi e ad evitare spreco di denaro pubblico costringendo l’Assemblea capitolina a riunirsi per parlare del nulla. La scritta S.P.Q.R. è un’espressione di uso comune e, per questo, non registrabile: tutti possono utilizzarla. S.P.Q.R. è una sigla che in tutto il mondo viene associata alla città di Roma, è una espressione della quale essere orgogliosi e sulla quale non andrebbero montate strumentalizzazioni politico-sportive. Lo ripetiamo da tempo: l’opposizione pensi a lavorare. Le “urgenze” sono altre. In ogni caso, abbiamo verificato se in passato sia mai stato registrato dall’Amministrazione Capitolina un “marchio” figurativo (che è cosa ben differente rispetto alla sigla S.P.Q.R.) con lo scudo e la scritta. Lo faremo noi. Beninteso che la scritta “S.P.Q.R.” è e resta patrimonio del mondo”.























