Ha sudato le proverbiali sette camicie la Roma, per avere la meglio su un Pescara indomito: 3-2 il risultato finale a favore dei capitolini, di Dzeko, autore di una doppietta, Memushaj, Perotti, su rigore, e Caprari i goal. E’ stata una partita ad alto tasso di intensità, oltre che molto scorbutica. I giallorossi si sono infatti portati sul doppio vantaggio dopo appena undici minuti, grazie a Dzeko, lasciando intendere che la sfida sarebbe stata a senso unico. Così non è stato, perché i padroni di casa, presto, hanno rallentato nel gioco, non riuscendo più ad affondare, a dovere, tra le maglie di una difesa, come quella abruzzese, davvero precaria. Così, nella ripresa, il Pescara si è presentato sotto un’altra veste, giocando a viso aperto, con diligenza e caparbietà, senza demoralizzarsi. Il goal di Memushaj non è stato certo casuale, ma frutto di tutto ciò. Sul più bello, però, il fallo da rigore commesso da Crescenzi su Perotti ha dato un grosso colpo alle speranze abruzzesi: dal dischetto lo stesso argentino è stato implacabile. Ma, ancora una volta, la squadra di Oddo ha reagito, trovando poco dopo un’altra rete, grazie a Caprari, prodotto del vivaio giallorosso. Da lì in poi il Pescara ha cercato più volte il pareggio, con la Roma che è sembrata timorosa ed insicura delle proprie sorti. Alla fine i ragazzi di Spalletti sono riusciti a portare a casa la vittoria, ma il tecnico toscano deve lavorare, molto, sulla testa dei suoi giocatori. Del resto, non è la prima volta che la Roma dimostra un capacità non totale di gestire il risultato. Rammarico per gli abruzzesi, che registrano l’ennesima sconfitta: per il secondo tempo disputato, comunque, meritano un applauso. Peccato, però, che con gli applausi non ci si salvi.
Roma, vittoria col brivido contro il Pescara: decisivo un rigore di Perotti