Rui Manuel César Costa, meglio conosciuto come Rui Costa, è stato uno dei giocatori portoghesi più forti della storia calcistica lusitana. Scoperto a 9 anni da Eusebio, Rui Costa ha fatto tutta la trafila delle giovanili con la maglia del Benfica, per poi giocarvi, dopo una breve parentesi al Fafe, per tre anni, dal 1991 al 1994 e ritornarvi, dopo la lunga parentesi italiana con Fiorentina e Milan, nel 2006, due anni prima di dare il suo addio al calcio proprio con la maglia delle Aquile di Lisbona. Due Coppe Italia e una Supercoppa italiana con la maglia della Fiorentina, 50 gol in 276 gettoni ed un saluto ad una Viola sull’orlo del baratro. Berlusconi sfodera l’acquisto più caro della storia del Milan, 85 miliardi di lire, e prepara al portoghese la maglia numero 10, vecchia proprietà di Rivera, Gullit, Savicević e Boban. Con i rossoneri vince uno Scudetto, una Coppa Italia, una Champions League, una Supercoppa italiana e una Supercoppa europea. Con la maglia del Milan colleziona 192 presenze e 11 gol. Con il Portogallo partecipa a tre Europei ed un Mondiale e vince un titolo Under 20.
Nell’estate del 1994 Rui Costa è pronto a spiccare il volo. Crujff lo ha visto all’opera in Champions League e lo vuole al Barcellona. Le trattative sembrano ben avviate, l’affare in dirittura d’arrivo, ma l’operazione rimarrà soltanto un sogno, anche se esistono un paio di foto che ritraggono Rui Costa in maglia blaugrana. Il perché lo spiega il diretto interessato nella sua biografia, “Il mio 10 per Firenze”: “Avevo la parola di Jorge De Brito, il presidente del Benfica, che con la mia cessione avrebbe in qualche modo iniziato ad arginare la crisi economica della società. Con le nuove elezioni invece De Brito dovette lasciare il posto a Manuel Damasio e le promesse svanirono nel nulla”. De Brito infatti si sarebbe accontentato di cedere Rui ai blaugrana per 9 miliardi di lire, scendendo dalla richiesta iniziale di 10, invece il nuovo presidente ne vuole assolutamente 11. “Rui ha rinunciato al Barcellona per amore del Benfica”, dichiarerà poi Manuel Barbosa, procuratore del tempo del giocatore, che per assicurare più soldi al suo club rinuncia al sogno Barça contribuendo a salvarlo economicamente. E più tardi, sempre per amore del Benfica, andrà alla Fiorentina, salvando il club portoghese.
Diversi aneddoti raccontati dallo stesso Rui Costa e dall’ex massaggiatore della Fiorentina Luciano Dati. L’attuale direttore sportivo del Benfica svelò: “Ho avuto il privilegio di giocare con CR7, in nazionale era il più giovane di tutti ma si integrò subito e a ogni allenamento aveva una nuova finta da mostrarci. La verità è che ci vergognavamo ad imitarlo durante le sedute, così lo facevamo di nascosto”. Luciano Dati raccontò: “Con Rui Costa avevo davvero un rapporto speciale, andavo anche a casa. Era molto generoso, per Natale mi offrì un viaggio a Parigi, si interessava di tutto: regalava persino i fiori alle mogli dei dipendenti“.