Il Salary Cap per la democrazia calcistica: cos’è e come sconvolgerebbe la Serie A

Il Salary Cap è il tetto salariale già utilizzato in molte leghe sportive per garantire più equilibri tecnici e finanziari in un determinato campionato

La Serie A potrebbe essere sconvolta dalla novità del Salary Cap. Il massimo campionato italiano non sembra interessato al tetto salariale già utilizzato in numerose leghe sportive ma, grazie all’analisi di calcioefinanza.it, possiamo capire il vero valore del sistema che potrebbe rendere la Serie A più competitiva e più equilibrata, con meno differenza tra le squadre dal punto di vista finanziario e tecnico. Il Salary Cap, infatti, potrebbe portare ‘democrazia calcistica’ nel massimo campionato italiano.

Il tetto salariale o tetto degli ingaggi è un limite del monte salari che mira ad accorciare la classifica e, praticamente, regala la stessa possibilità di vincere il titolo a tutte le squadre del torneo. La Serie B ha iniziato ad utilizzarlo ma basato su principi particolari che non favoriranno la crescita del campionato cadetto. Il Salary Cap vero, invece, funziona in molte delle leghe sportive principali del mondo: ad esempio, in NHL, NBA, NFL, nella maggiori competizioni sportive australiane e in due importantissimi campionati di rugby nel Regno Unito.

Una caratteristica interessante del Salary Cap è rappresentata dalla Luxury Tax, la multa per le società che non rispettano il tetto salariale, che consiste nell’ammontare dato dalla differenza tra totale effettivamente distribuito e Cap. La multa, poi, finirà nelle casse dei club che hanno rispettato il limite del Salary Cap.

In Serie A, che risultati porterebbe il tetto degli ingaggi? Come riporta calcioefinanza.it, nel lungo periodo di potrebbero vedere diversi risultati: una competitività molto più alta, il livello delle squadre più omogeneo e, probabilmente, tutte le formazioni con la stessa possibilità di chiude il campionato in prima posizione.