Ieri pomeriggio è arrivato l’esonero, forse un pò inaspettato per Walter Zenga ma il feeling con i blucerchiati non c’è mai stato. Da quella maledetta partita con il Vojvodina si è rotto tutto prima di cominciare, una sberla troppo pesante per i tifosi della Sampdoria, Zenga non è stato mai il loro allenatore. Adesso la palla passa al tecnico, deluso come dimostra in questa intervista rilasciata al “Il Secolo XIX”: “Mi sembra un segno di come va il calcio italiano di questi tempi. Come allenatore, se vado sotto la gradinata per parlare ai tifosi ricevo la diffida della Lega Calcio. Una società, invece, ti esonera perché i tifosi ti contestano. Non ho recriminazioni per quanto fatto alla Samp, ho dato il massimo. La squadra ha 16 punti, due in meno della Juventus e quattro dal Milan. Trovo strano che mi sia stato detto che i tifosi ce l’avevano con me. Sono stato forse l’unico allenatore di Serie A a seguire il finale del calciomercato dall’Ata Hotel di Milano. Se la rosa è rimasta così, competitiva com’è dopo il mercato, forse il merito è anche del sottoscritto, invece ho ricevuto solo accuse”.
Un Walter Zenga anche molto irritato sulla voci riguardanti il suo viaggio a Dubai: “Ridicolo. A Dubai ho moglie e figli piccoli che non vedevo da settimane, per quel volo ho già detto che sono stato autorizzato dal presidente Ferrero, diversamente non sarei mai partito. Sarei anche tornato prima se fosse stato questo il problema: l’ho detto al club. Qualcuno invece ha voluto specularci sopra come se fosse una mia bizzarria partire”.
Il tecnico conclude con la stoccata verso società e soprattutto per Antonio Cassano: “Di lui avevo già parlato con il presidente quest’estate, ma sapete com’è finita. E’ arrivato lo stesso. Niente di personale su Antonio, è un grandissimo e gliel’ho detto, ma non era in forma quando è arrivato e non lo è ancora oggi. Considerazioni che faremo un giorno con calma quando torneremo a parlare di quest’avventura, che comunque mi ha arricchito e mi resterà dentro”.