Sampdoria, Mihajlovic si gode il terzo posto

conferenza_sinisa_mihajlovic_06_59998_immagine_obigPer il carattere, per la determinazione, per la capacità di rimanere concentrata. Per tutto questo, e per tanto altro ancora, la Sampdoria, oggi al terzo posto in classifica con una differenza reti (5) che non ricordava da tempo, assomiglia al suo allenatore. Sinisa Mihajlovic ha plasmato la sua squadra, e soprattutto ha costruito la difesa come un golem, il mitico gigante messo a difesa delle porte della città. E’ l’effetto ‘M’ positivo che sta permeando il campionato. Chi lo ricorda giocatore pensa a Mihajlovic per i suoi piedi fatati, per il suo sinistro telecomandato che il dipartimento di fisica dell’Università di Belgrado calcolò facesse volare il pallone a 165 km/h, per la precisione millimetrica del tiro. Chi pensa a lui come allenatore lo ricorda come secondo all’Inter capace di tenere unita e motivare la squadra tanto che lo stesso Mancini disse che il serbo era il vero genius dello scudetto dei nerazzurri 2006-2007. Forza di carattere, decisione, grande personalità, senso della squadra. A vederla giocare, si scopre che ogni giorno di più la Sampdoria ha il volto del serbo. E così Gabbiadini riesce a tirare calci piazzati da paura, il centrocampo non si smaglia, la tenuta difensiva è strepitosa grazie al giovane gioiellino Romagnoli ma soprattutto al coraggio di Mihajlovic che ha scelto di tenere in panchina il capitano Gastaldello a partire da un derby il cui risultato non era scontato. La Samp rinunciataria, in difficoltà, senza fiato degli anni passati sembra esser diventata più solida, più concentrata, meno pessimista. Monolitica, come monolitico è sempre stato Mihajlovic, concentrata così come è stato il serbo ai tempi d’oro di quella Samp che fu di Vierchowod, di Gullit, di Mancini e di Platt.