Giù il cappello alla Sampdoria per questo mercato di riparazione. Perso Gabbiadini, i blucerchiati hanno piazzato un importante colpo in prospettiva che risponde al nome di Correa, stanno per chiudere il colpaccio Eto’o e non mollano Muriel. Un mercato in entrata degno di una grande squadra che vuole puntare all’Europa.
Quel che lascia abbastanza dubbiosi, per non dire perplessi, è la gestione delle “risorse umane” attualmente presenti in rosa, soprattutto in attacco. Il caso più esplicativo in tal senso è quello di Stefano Okaka, rinato grazie a Sinisa Mihajlovic, uno dei pochi a credere davvero nel potenziale dell’ariete cresciuto nel vivaio della Roma. Contro il Parma, squadra nella quale visse una parentesi a dir poco anonima, Okaka dovrebbe partire dalla panchina per la seconda volta consecutiva. A lui dovrebbe essere preferito Bergessio, fino a qualche giorno fa dato per partente.
Okaka non è una macchina da gol, lo dicono i numeri, ma la sua situazione è molto simile a quella di Llorente alla Juve: si tratta di centravanti che segnano poco ma che fanno segnare molto. Il lavoro tattico del centravanti doriano è preziosissimo perché tiene palla, fa salire la squadra, apre gli spazi, si porta dietro più di un uomo. Certo, se facesse più gol sarebbe meglio, ma davvero questo ragazzo merita di finire nel dimenticatoio così improvvisamente? Possono gli arrivi di Muriel ed Eto’o accantonare definitivamente Okaka? E, soprattutto, se i due colpi dovessero andare a segno e se, come pare, Bergessio dovesse restare a Genova, quale sarà il suo destino? Panchina fissa o cessione?
Rispetto alla seconda ipotesi, l’interesse del Milan sembra essere definitivamente tramontato e ora come ora mancano pretendenti per lui. Situazione, dunque, paradossale per uno che qualche settimana fa riceveva attestati di stima e fiducia da chiunque, anche dal presidente Ferrero, che lo aveva affettuosamente ribattezzato “Okakone mio“. Ma non c’è proprio modo di aspettarlo e coniugare l’impiego dei nuovi acquisti (ammesso che la condizione di Muriel sia effettivamente accettabile) con la sua presenza in campo?
Lo ribadiamo sempre: i giudizi dei tecnici sono sacri e inviolabili, ma dall’esterno la sensazione è che questo piccolo “caso” possa essere gestito meglio. Si era fatto un accenno a Fernando Llorente, un altro centravanti che non segna molto ma che è quasi intoccabile. Con lui Allegri, e l’ambiente bianconero ragionano con la testa. A Genova va assolutamente evitato il rischio di farsi prendere dalla frenesia del mercato e iniziare a ragionare con la pancia.