Sassuolo: l’ospite sgradito

Empoli-Sassuolo serie BLo sappiamo tutti: alcune squadre, pur non eccelse dal punto di vista tecnico, sono in grado di suscitare emozioni particolari nell’animo di quegli “ultimi romantici” ancora in cerca di belle favole.
Senza dubbio, il Sassuolo, che già aveva impressionato per la sua scalata dalla vecchia serie C all’Olimpo del calcio, avvenuta non solo grazie agli investimenti mirati del patron Squinzi, ma anche all’attenta programmazione che ha contraddistinto la società neroverde negli ultimi anni, ha già scritto la sua storia da raccontare.
10 punti in 12 giornate possono considerarsi un bottino a malapena sufficiente dal punto di vista di chi combatte per continuare a vivere un sogno, e più preoccupante sarebbe il -15 (chiaramente viziato dalla Caporetto contro l’Inter) nella casella “d.r.”. Sottolineiamo: “sarebbe”. Sì, perché il potere descrittivo dei numeri è limitato se 2 di quei 10 punti li hai conquistati uscendo indenne dalle bolge di Napoli e della Roma giallorossa.

Simone Zaza da Policoro e Domenico Berardi da Cariati: sono loro i protagonisti di queste imprese. Due ragazzi del Sud, 22 anni il primo, da poco maggiorenne il secondo. Due eroi inaspettati, capaci di ammutolire rispettivamente il San Paolo e l’Olimpico, due degli stadi più imponenti, più caldi, più “impossibili” del Vecchio Continente.
La risposta dell’attaccante ex Ascoli al vantaggio di Dzemaili poteva apparire un lampo, un banale fuoco di paglia. In realtà il Sassuolo sorprese il Napoli, difendendosi a denti stretti e togliendo agli azzurri due punti che sotto il Vesuvio forse ancora rimpiangono.
Ancor più epiche le gesta di Domenico Berardi, giustiziere della Samp nella scorsa giornata  con una tripletta e guastafeste oggi nella Capitale, grazie a un gol a tempo scaduto che premia gli sforzi dei compagni per rimediare alla sfortunata autorete di Longhi, la determinazione di Di Francesco, riscontrabile dal 4-2-4 schierato nel finale, e la coerenza della società, che non ha ceduto alla tentazione esonerare l’Eusebio nazionale dopo un avvio di stagione poco promettente.

Si sa, contro Golia Davide si esalta, è un classico. Tuttavia, per essere Davide non basta essere piccoli:  bisogna essere in possesso di valori quali l’umiltà, lo spirito di sacrificio, la voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo sempre e comunque. Valori che questa squadra, orgoglio non solo del piccolo centro emiliano, ma anche di tutti quelli che considerano il calcio molto più di un “semplice” sport, ha dimostrato di avere già da qualche tempo.