Scandalo false fatturazioni in Serie A: le richieste per dirigenti e calciatori

Sono arrivate le richieste per lo scandalo delle false fatturazioni: coinvolti presidenti e calciatori, i dettagli

Nel mondo del calcio italiano continuano a tenere banco situazioni extra-campo, sono arrivati nuovi aggiornamenti sullo scandalo delle false fatturazioni. La stagione entra sempre più nel vivo, il campionato di Serie A è arrivato nel rush finale prima della lunga pausa per lasciare spazio al Mondiale. E’ bellissima la corsa al primo posto, il Napoli è la favorita dopo un inizio di stagione entusiasmante, l’ultimo ko del Milan ha peggiorato la situazione dei rossoneri.

L’Atalanta continua a confermarsi una grande realtà in Serie A, positivo anche il rendimento di Lazio e Roma. L’Inter è in risalita dopo un periodo di grande crisi, la Juventus è reduce da tre vittorie consecutive ma non sembra avere le carte in regola per tornare in corsa per lo scudetto. E’ comunque una candidata al quarto posto.

Adriano Galliani
Foto di Massimo Percossi / Ansa

Lo scandalo della false fatturazioni

Dopo quattro anni di dibattimento presso il tribunale di Napoli, sono arrivate le richieste di condanna in relazione alle false fatturazioni nel calcio. Coinvolti alcuni dirigenti, calciatori e agenti. I dettagli delle richieste: otto mesi di reclusione per l’agente Alessandro Moggi, un anno e un mese di condanna per Adriano Galliani (da dirigente del Milan) e un anno per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

Per gli altri presidenti è stata richiesta l’assoluzione: si tratta del presidente della Lazio, Claudio Lotito, dell’ex presidente della Fiorentina, Andrea Della Valle, e dei Percassi dell’Atalanta. In più richiesta di assoluzione per i calciatori coinvolti fra i quali l’attaccante ex Napoli Ezequiel Lavezzi. L’indagine riguarda false fatturazioni nella gestione dei rapporti fra i club e gli agenti dei calciatori dal 2009 al 2014. Secondo i dettagli il procuratore, al momento della stipula del contratto, assumeva le vesti di consulente del club che acquistava il cartellino del calciatore. Questo consentiva all’atleta di abbattere i costi sul proprio agente, facendo ricadere il costo intero sul club con operazioni fittizie.