Il calcio italiano continua a fare i conti con il caso plusvalenze, sarebbero emersi nuovi dettagli che peggiorano la situazione di alcuni club. Si tratta di una condizione calda con le operazioni di mercato svolte nelle ultime stagioni, sarebbe stato gonfiato il valore economico di alcuni calciatori per sistemare i bilanci.
Sono 62 le operazioni sospette, ma 11 sono state scagionate: in particolare modo si tratta di Pjanic, Arthur, Cancelo e Danilo, secondo la Gazzetta dello Sport sulle altre vengono confermate le distanze fra iscrizione a bilancio e valutazione oggettiva, da Rovella a Portanova, da Audero a Osimhen.

Nella relazione è specificato che “in alcuni casi tali benefici hanno anche consentito di ottenere la licenza nazionale in assenza di requisiti normativi”, si tratta di un passaggio che peggiora la situazione delle squadre coinvolte. Nei casi di Pescara, Pisa e Parma viene citata l’”assenza di requisiti per l’iscrizione al campionato 2020-2021“, circostanza che non si verifica per le altre società Juventus, Sampdoria, Genoa, Napoli, Empoli, Pro Vercelli, Novara e Chievo. La violazione per il conseguimento di un requisito per l’iscrizione sarebbe molto più grave. Se si accertasse che la violazione è stata funzionale all’iscrizione al campionato, le società rischierebbero la retrocessione o l’esclusione dal campionato.
Al momento non sono arrivati i deferimenti e si è discusso molto sulla reale valutazione dei calciatori. Secondo la relazione Rovella, passato dalla Juventus al Genoa, non valeva 18 milioni ma 6, Moreno Taboada, dalla Juve al Manchester City, e Portanova dalla Juve al Genoa, 2 e non 10. Poi Audero, 13 e non 20, Palmieri 100mila euro e non 7 milioni nell’operazione tra Napoli e Lille.