“La serie A, come le altre componenti professionistiche, devono avere un ritocco numerico. Non si possono avere 102 societa’ professionistiche e questo rientra nell’idea che ho da tempo e che devo mettere faticosamente insieme per arrivare alla riduzione del numero delle squadre che porterebbe un aumento dei tifosi. Tutto questo fa a pugni con questioni economiche, ma va messo davanti interesse primario. Queste settimane incontrero’ tutti i componenti, faro’ un ultimatum, tirero’ le somme, ma bisogna andare a dama. Credo che ci debba essere un campionato a 18 per la serie A e a 20 per la B”. Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Radiouno. “Ci sono un sacco di problemi economici, ma la torta non puo’ essere ripartita in tanti se tutti partecipano con interesse relativo – ha aggiunto -. Non si puo’ ridurre il campionato in uno-due anni, si fa un piano quadriennale o triennale. E’ la madre di tutte le battaglie, va presa in considerazione, anche perche’ bisogna regalare interesse maggiore al campionato”.
“L’Uefa ha 55 nazioni, la Fifa 209, accomuna una serie di interessi che vanno a dare introiti notevoli. Se ampliamo tutte e due le forbici non gioca nessuno, la Nazionale non gioca piu’. I campionati italiani sono nati dalle pronunce dei vari Tar d’Italia, adesso nessuno torna indietro, chi sta sul palcoscenico fa fatica. La nostra riduzione e’ compatibile per fare giocare la Nazionale con maggiore disponibilita'”, ha aggiunto Tavecchio. (ITALPRESS).