Sono ben sessantanove i nuovi stranieri sbarcati in Serie A: una media numerica di 3,45 per squadra. Se consideriamo, però, che Chievo e Sassuolo si sono astenute da questo genere di acquisti, ecco che la media, per le diciotto che lo hanno invece fatto, sale a 3,83. A fare la parte del leone è il Genoa, con ben otto nuovi stranieri, seguito dalla Fiorentina, a quota sei, e da Juventus, Lazio e Palermo a quota cinque. Sul podio al rovescio troviamo Empoli e Torino (1), Atalanta, Milan e Napoli (2), Frosinone, Sampdoria, Udinese e Verona (3). Un leggero calo di tendenza rispetto al recente passato, cui si aggiunge un altro fattore positivo: la qualità degli innesti si è innalzata parecchio, ridando lustro alla Serie A, seppur non ancora in linea con i gloriosi anni ’80 e ’90: basti pensare ai vari Dzeko, Bacca e Mandzukic, ma non solo. Per qualche campione che arriva, però, tra qualche mese dovremo probabilmente fare i soliti conti con la pletora di meteore e bidoni che mai mancano di deliziarci. Andiamo ad analizzare la situazione squadra per squadra, lasciando da parte i ‘cavalli di ritorno’, vale a dire quegli stranieri che, pur arrivando dall’estero, hanno già calcato i campi da gioco italiani: da Felipe Melo a Cuadrado, passando per Jovetic e Pandev, e via dicendo.
Atalanta (2) – Gli orobici ci sono andati piano, ad ingrossare le fila dei nerazzurri sono arrivati il giovane portiere Boris Radunovic (Serbia, 19 anni) ed il mediano Marten De Roon (Olanda, 24 anni). Il primo sarà la riserva di Sportiello, venuto alla ribalta lo scorso anno, ed è stato buon protagonista con la maglia del Rad di Belgrado, dove è diventato titolare, non subendo reti in ben tredici occasioni su ventiquattro. Difficilmente lo vedremo in campo. Chi abbiamo già visto all’opera è invece De Roon, proveniente dallo Sparta Rotterdam ma cresciuto alla prolifica scuola del Feyenoord. L’impressione è che il ragazzo possa dare una buona mano alla linea mediana dei bergamaschi, con Reja che sembra fare affidamento totale su di lui. Non un calciatore dalle doti eclatanti, piuttosto un onesto mestierante con discrete probabilità di crescita.
Bologna (4) – Con i dollari canadesi di patron Saputo, il ds Pantaleo Corvino ha privilegiato i calciatori nostrani, come Destro ed il rientrante Giaccherini, senza però lasciare nulla di intentato in terra straniera. Si è agito soprattutto in ottica futura, con l’arrivo di tre giovani, con la sola eccezione di Anthony Mounier (Francia, 28 anni), proveniente dal Montpellier, dove si è segnalato come uno dei migliori giocatori della Ligue 1: a documentarlo, i 9 goal ed 8 assist da lui firmati. Non si è ancora visto in campo, potrebbe però presto essere lanciato, da seconda punta in appoggio a Destro, nell’attacco rossoblu. Faranno probabilmente da spettatori interessati, con licenza di studiare, il terzino destro Emil Krafth (Svezia, 21 anni), il novello Desailly Erick Pulgar (Cile, 21 anni) ed il centrocampista centrale Marko Krivicic (Slovenia, 19 anni). Qualche chance in più di venire impiegato da Delio Rossi per lo svedese. Nella speranza, per loro, di non andare ad ingrossare la già corposa schiera di meteore che hanno caratterizzato il calcio italiano da sempre.
Carpi (4) – La grande scommessa del ds Sogliano è Kamil Wilczek (Polonia, 27 anni), di mestiere attaccante. Un attaccante esploso d’improvviso, come testimoniano i 20 goal segnati lo scorso anno nella massima serie polacca con la maglia del Piast Glwice. Prima, in quattro stagioni, aveva messo assieme appena 4 segnature. Arrivato a parametro zero, dotato di buona fisicità, rimane comunque difficile pensare che possa risolvere i problemi offensivi dei neopromossi carpigiani. Qualche incertezza anche sul contributo che possono dare i tre giovani che hanno firmato con i biancorossi: il centrocampista difensivo Federico Gino (Uruguay, 22 anni), il regista arretrato Gaspar Iniguez (Argentina, 21 anni) e il polivalente centrocampista Matteo Fedele (Svizzera, 23 anni). Dei tre il più promettente sembra essere Gino, protagonista con l’Under 20 dell’Uruguay sconfitta in finale, nel Mondiale 2013, dai pari età della Francia. Ottimo doti da interdittore, non ci si aspettino da lui goal: nella pur breve carriera ne ha segnato appena uno.
Empoli (1) – Un solo nuovo straniero, che risponde al nome di Rade Krunic (Bosnia, 22 anni). Non proprio una novità, visto che nell’estate del 2014 è stato protagonista di una vicenda controversa. Comprato dal Verona, il club scaligero lo aveva lasciato in prestito al Donji Srem. Chiamato a passare in gialloblu, aveva però deciso di non accettare più il trasferimento, danneggiando il Donji che, a quel punto, era stato costretto a pagare una penale all’Hellas. Trequartista di vecchio stampo, all’occorrenza può anche fare il laterale d’attacco. I capricci stavolta li ha lasciati da parte, rimane da vedere quanta fiducia gli darà Giampaolo.
Fiorentina (6) – Il ds Pradè ha pescato parecchio e bene dai campionati esteri. Difficile stabilire quale sia il miglior colpo, a decretarlo sarà l’inesorabile campo da gioco. Nel frattempo registriamo un tris di livello alto: Mario Suarez (Spagna, 28 anni), Jakub ‘Kuba’ Blaszczikowsky (Polonia, 30 anni) e Nikola Kalinic (Croazia, 27 anni). Il mediano spagnolo è reduce da anni dove ha svolto un ruolo di primo piano con l’Atletico Madrid capace, tra le altre cose, di vincere la Liga ed arrivare in finale di Champions League. L’esterno polacco, chiuso il suo ciclo al Borussia Dortmund, per anni ha occupato le vette di rendimento degli esterni d’attacco di tutta l’Europa: porta in dote classe ed esperienza. Negli ultimi tempi un infortunio lo ha condizionato pesantemente, può rifarsi. Ed occhio anche a Kalinic, dai più sottovalutato, che ha forza fisica e fiuto del goal: arriva dal Dnipro, rivelazione dell’ultima Europa League, approdata persino in finale. Da annotare il nome di Gilberto (Brasile, 22 anni), terzino in pieno stile ‘brasileiro’, tutto attacco e poca difesa: con Paulo Sousa può diventare grande, in alcuni frangenti ricorda il ‘Concorde’ Serginho di milanista memoria. Esperienza, voglia di rimettersi in gioco ed umiltà sono le doti che accompagnano l’arrivo dello stagionato ma ancora buono Joan Verdù (Spagna, 32 anni), di scuola ‘barcellonista’ e pescato dalla ‘viola’ tra gli arabi del Bani Yas. Ultimo nome: Jaime Baez (Uruguay, 20 anni), imprudentemente accostato ai vari Cavani e Suarez. Potrebbe farsi ma deve ancora masticare duro…
Frosinone (3) – Fare nozze con i fichi secchi è sempre roba improba ma, non discostandosi dal modello italiano, ci prova anche il Frosinone. Tre i nuovi arrivi da oltre frontiera, con la parte del leone recitata da Daniel Pavlovic (Svizzera, 27 anni), tra i pochi volti nuovi del club laziale che sembra avere le carte in regola per non sfigurare in Serie A. Proveniente dal Grasshopper e da anni nel giro della nazionale elvetica, è un terzino sinistro molto abile sia nella fase difensiva, in cui si disimpegna meglio, che in quella offensiva. Buone potenzialità, rimaste inespresse negli ultimi anni, per Aleksandar Tonev (Bulgaria, 25 anni), che non ha mantenuto le promesse di inizio carriera: gli ultimi anni spesi tra Aston Villa e Celtic Glasgow sono trascorsi tra pochissimi alti e troppi bassi. E’ un’ala d’attacco che, all’occorrenza, può anche giocare sulla linea dei centrocampisti, pur se solamente in casi di emergenza. Qualche perplessità anche attorno a Nicolas Castillo (Cile, 22 anni), reduce da un’annata che potrebbe essere intitolata ‘dalle stelle alle stalle’: inizio spettacolare con il Bruges, viene messo presto da parte per poi essere spedito al Mainz 05 dove, all’esordio, si rompe i legamenti del ginocchio. In maglia frusinate spera di rilanciarsi, lo sperano soprattutto i neopromossi gialloblu.
Genoa (8) – La società del Presidente Preziosi è sempre stata molto attiva, quasi a sfiorare il convulsivo, in fase di mercato. Non stupisce dunque che sia il grifone la squadra ad aver acquistato più stranieri, ben 8, escludendo il cavallo di ritorno Pandev. Tanti onesti mestieranti, qualche promessa ed un’eterna incompiuta. Partiamo da quest’ultima, che risponde al nome di Diego Capel (Spagna, 27 anni). Anni fa, quando indossava la maglia del Valencia, era considerato uno dei più promettenti esterni d’attacco dell’intero panorama calcistico europeo. Pura illusione, con il ragazzo finito allo Sporting Lisbona dove in quattro stagioni ha tutto sommato fatto il suo. Il gioco di Gasperini è l’ideale per esaltarne le caratteristiche e rilanciarlo, magari, in chiave nazionale. Ma Capel non è l’unico esterno offensivo approdato in gialloblu. Stesso ruolo per Serge Gakpé (Togo, 28 anni) e Darko Lazovic (Serbia, 25 anni). Più integralista per quel che riguarda il ruolo il primo, già in goal in Serie A pur senza essere un bomber, il secondo può invece fare anche il trequartista. In patria, tuttavia, ne aspettano ancora la consacrazione. Giocatori di fascia, con caratteristiche prettamente difensive, sono anche Cristian Ansaldi (Argentina, 29 anni), Diogo Figueiras (Portogallo, 24 anni) e Issa Cissokho (Senegal, 30 anni). Il primo, laterale mancino, è quello che ha maggior qualità, con importanti esperienze con le maglie di Rubin Kazan, Zenit ed Atletico Madrid, e qualche presenza con l’Argentina. Gli ultimi due prediligono invece la corsia destra ma possono anche giocare sul versante opposto. Piccolo particolare, Cissokho è il fratello del più famoso Aly, attualmente al Porto e due anni fa ad un passo dal Milan. Giocherà poco Sandro Sakho (Portogallo, 19 anni), proveniente dall’Atletico Madrid che si allenerà più che altro con la ‘Primavera’. Chi sembra essere entrato nelle grazie di Gasperini è invece Olivier Ntcham (Francia, 19 anni), in prestito dal Manchester City: paragonato a Vieira e Pogba, è più duttile dei due ma sembra avere decisamente meno qualità. Mezzala per vocazione, Gasperini lo ha già fatto giocare anche sull’out offensivo.
Inter (6) – Innesti di prim’ordine quelli messi a disposizione di Roberto Mancini. In copertina ci va mister 40 milioni di euro, Geoffrey Kondogbia (Francia, 22 anni), strappato alla fortissima concorrenza del Milan: duplice soddisfazione, dunque, per i nerazzurri, che si portano a casa un centrocampista molto giovane ma con l’esperienza di un veterano, di grande quantità e qualità, ancora non del tutto raffinate. Una sorta di diamante nero da sgrezzare, il cui impatto sulle sorti dei nerazzurri sarà decisivo. Totalmente nuova e di marca non italiana è la cerniera difensiva: Joao Miranda (Brasile, 31 anni) e Jeison Murillo (23 anni), rappresento un mix potenzialmente devastante di esperienza, gioventù, forza fisica ed intelligenza tattica. Più equilibrato il primo, più irruento il secondo, sono destinati a ridare sostanza alla ballerina difesa interista. Grande protagonista di una delle più lunghe telenovelas di mercato è stato Ivan Perisic (Croazia, 26 anni), destinato a scrivere pagine importanti della storia del club meneghino: forse poco considerato dai più, è il classico esterno d’attacco che farebbe la felicità di chiunque voglia giocare col tridente. Spirito di abnegazione, corsa importante, fiuto del goal da prima punta, con lui la Serie A ha portato a casa un elemento di prim’ordine. Grossa curiosità desta l’arrivo di Alex Telles (Brasile, 23 anni), proveniente dal Galatasaray e fortemente voluto da Mancini, che lo ha allenato proprio in terra turca. Può essere la rivelazione dell’Inter, anche se deve assolutamente migliorare la deficitaria fase difensiva, classico dei brasiliani di pari ruolo. Molto meno entusiasmo attorno a Martin Montoya (Spagna, 24 anni), scartato dal Barcellona dopo anni di mediocrità e già finito ai margini a causa della poca convinzione trasmessa all’allenatore azzurro nel precampionato. Il rischio che tra sei mesi torni in terra spagnola è molto alto.
Juventus (5) – Tre potenziali grandi protagonisti, una scommessa con buone probabilità di riuscita ed una giovanissima promessa: così si può sintetizzare il nuovo parco stranieri della Juventus. Partiamo dall’ultimo nome, quello di Guido Vadalà (Argentina, 18 anni), arrivato dal Boca Juniors nell’ambito dell’affare Tevez. Paragonato ad Aguero, è un attaccante atipico, tanto minuto quanto rapido, che arretra talvolta il suo raggio d’azione ed ha segnato goal a quintali (oltre 300), nei vari tornei giovanili argentini. Di ben altro impatto gli arrivi di Alex Sandro (Brasile, 22 anni), Sami Khedira (Germania, 28 anni) e Mario Mandzukic (Croazia, 29 anni). Il primo è un laterale sinistro prelevato a peso d’oro dal Porto, che promette sfracelli: i bianconeri sperano sia il nuovo Roberto Carlos e non il nuovo Athirson. Corsa incessante, tiro al fulmicotone, si candida ad un ruolo da protagonista. Enormi aspettative anche sul bomber croato, centravanti di lotta e di governo, capace di diventare implacabile goleador soprattutto sui palloni alti: all’esordio in Supercoppa ha segnato (di testa, manco a dirlo), nelle prime due di campionato ha steccato. Rimane comunque una prima punta di livello mondiale. Primi intoppi, invece, per Khedira, arrivato con l’etichetta di giocatore rotto e puntualmente infortunatosi prima del via: problema muscolare che lo terrà fuori due mesi. Al Real Madrid è andato ad intermittenza, con la Germania è stato protagonista al Mondiale dello scorso anno. Arrivato a costo zero, se il fisico terrà sarà netto valore aggiunto. Attenzione infine a Mario Lemina (Francia, 22 anni). Preso per sopperire al disastro Draxler, è importante che non ci si aspetti da lui nulla di simile a quanto avrebbe potuto garantire il trequartista tedesco. Lemina è mezzala di eccellente prospettiva ma tutta da scoprire, il cui punto forte è la grande fisicità. Piedi ruvidi, personalità discreta, scordatevi che possa bissare quanto fatto vedere da Vidal.
Lazio (5) – La linea di mercato adoperata dal ds Tare è stata molto chiara: rinforzi giovani e che possano dare un ottimo contributo alla causa già nell’immediato. E’ in quest’ottica che sono stati tesserati tre ragazzi come Sergej Milinkovic-Savic (Serbia, 20 anni), Ravel Morrison (Inghilterra, 22 anni) e Ricardo Kishna (Olanda, 20 anni). Milinkovic-Savic è stato al centro di un’intrigata vicenda di mercato che lo ha portato ad un passo dalla firma con la Fiorentina, prima di lasciare in lacrime gli uffici del club toscano. Dietro c’erano una fidanzata che premeva per andare a Roma ed il serrato corteggiamento della Lazio. Mastino di centrocampo, è dotato di un gran tiro dalla distanza. Molto più tecnici Morrison e Kishna, scuole diverse ma uguale tendenza a deliziare le platee: di stampo britannico il gioco del primo, di scuola olandese il secondo, proveniente dal florido vivaio dell’Ajax. Morrison sembra essere calciatore fragile, sia dal punto di vista fisico che caratteriale. Ben altra roba è Kishna, che abbiamo già visto contro il Bologna, dove è stato il migliore in campo ed ha anche segnato un goal. Di tono minore gli arrivi di Patricio Patric (Spagna, 22 anni), terzino destro nato centrocampista nel vivaio del Barcellona, e Wesley Hoedt (Olanda, 21 anni), difensore centrale che crescerà all’0mbra del quasi coetaneo ma molto più esperto Stefan De Vrij.
Milan (2) – Due soli nomi ma di qualità eccellente. Due attaccanti che, seppure non richiamano i lustri di Zlatan Ibrahimovic, hanno tutte le qualità per fare sognare San Siro. Partiamo dal più forte della coppia, Carlos Bacca (Colombia, 29 anni). L’età non troppo giovane non tragga a conclusioni affrettate: Bacca giunge al Milan al momento giusto. Maturo, forte come mai prima, con la sua velocità può mandare in bambole numerose difese avversarie. Capocannoniere dell’ultima Europa League, vinta con il Siviglia, ha il fiuto del goal dei più grandi e può rinverdire i fasti di un attacco recentemente caduto in disgrazia. Meno scintillante ma non per questo meno importante l’acquisto del nuovo numero 9 rossonero, Luiz Adriano (Brasile, 28 anni), negli anni scorsi divenuto famosissimo per un pessimo episodio di mancato fair play avvenuto in una partita di Champions League. Niente etichette però, Luiz Adriano, pur non avendo la classe tipica dei brasileiri, è prima punta molto fisica, dai piedi buoni, capace di segnare e far segnare. Una premiata ditta del goal che promette sfracelli.
Napoli (2) – Appena due i nuovi stranieri che hanno firmato con il Napoli. Il ds Giuntoli, dopo numerose trattative saltate, ha portato alle pendici del Vesuvio il difensore centrale Vlad Chiriches (Romania, 26 anni), dal Tottenham. In Premier League ha combinato disastri in serie, al contrario di quanto di discreto fatto vedere con la maglia della sua nazionale. Siamo sinceri, l’acquisto di un giocatore simile non pareva necessario. La difesa partenopea, già abbastanza irrequieta, aveva bisogno di ben altro. Magari Chiriches, che può anche fare il terzino, ci farà ricredere, ma le aspettative su di lui sono basse. Come basse sono pure quelle che circondano Nathaniel Chalobah (Inghilterra, 20 anni), centrocampista centrale in prestito dal Chelsea dotato di buona tecnica ma dalla personalità forse troppo forte, al punto che sul campo da gioco il rischio cartellino, per lui, è sempre alto. Discreta tecnica ma lentezza a volte irritante, si ha l’impressione che giocherà poco e nulla: arrivato per ripiego, negli ultimi giorni di mercato, ricorda la storia di Gael Kakuta, rinforzo della Lazio di un paio di stagioni addietro, anch’egli in prestito dai ‘blues’, praticamente mai visto all’opera.
Palermo (5) – Alzi la mano chi, eccezion fatta che per gli appassionatissimi del settore, conosceva anche uno solo dei nuovi stranieri acquistati dal Palermo. Eppure il mercato in entrata condotto dal ds Gerolin sembra promettere bene. Innanzitutto è bene sottolineare le ottime qualità di Abdelhamid El Kaoutari (Marocco, 25 anni), difensore centrale con il compito di dare stabilità ad una retroguardia che lo scorso anno ha palesato qualche incertezza. Già in goal alla prima di Serie A, con Gonzalez forma una coppia di tutto rispetto. E dopo? Dopo abbiamo quattro potenziali campioncini, qualcuno magari più bravo dell’altro. Su tutti segnaliamo Oscar Hiljemark (Danimarca, 23 anni), mezzala di grande sacrificio e piedi buoni, le cose migliori le ha fatte vedere con l’Under 21 svedese. Se la personalità regge, il Palermo ha trovato l’erede di Barreto. Quindi è bene appuntarsi i nomi di questi tre giovani attaccanti, con caratteristiche diverse tra loro: Aleksandar Trajkovski (Macedonia, 23 anni), Matheus Cassini (Brasile, 19 anni) e Uros Djurdjevic (Serbia, 21 anni). Dei tre, il più promettente pare essere Cassini, che peraltro mai ha esordito in prima squadra al Corinthians, da dove proviene. Dribbling importante, fiuto del goal da affinare, in molti vedono in lui il nuovo Dybala: lo spera Zamparini, pare difficile crederlo. Trajkovski è invece un esterno d’attacco, dotato di discreta corsa ed eccellente al momento di puntare il difensore avversario. Segna purtroppo poco, davvero poco, come testimoniano gli appena 23 goal realizzati in 150 partite con i professionisti. Il più acerbo del lotto è comunque Djurdjevic, molto forte nel gioco aereo ma apparso abbastanza discontinuo.
Roma (6) – Basterebbe menzionare Edin Dzeko (Bosnia, 29 anni) per comprendere il profilo scelto dalla Roma in fase di mercato. Non particolarmente apprezzato al Manchester City, dove ha trovato una concorrenza enorme e non sempre giusta considerazione, in giallorosso ha tutto per diventare re: la squadra è dalla sua parte, i tifosi lo adorano e lui ha qualità da primo della classe. Stazza fisica imponente unita a piedi capaci di sfornare magie, Dzeko è probabilmente il più forte tra i nuovi stranieri sbarcati in Serie A. Guai, però, a sottovalutare l’incidenza di Wojcech Szczesny (Polonia, 25 anni) nelle prime uscite giallorosse. All’Arsenal aveva un po’ perso la bussola, al punto che Wenger gli aveva dato il benservito. Nelle prime due uscite contro Verona e Juve è stato semplicemente decisivo: un portiere da prima della classe. Contro i bianconeri ha stupito Lucas Digne (Francia, 22 anni), giunto in prestito dal Psg e fortemente voluto da Garcia, che lo ha allenato alla Roma: terzino sinistro dinamico e dal cross importante, i tempi grami di Ashley Cole sembrano già lontani. La vera scommessa di Sabatini è Antonio Rudiger (Germania, 22 anni), difensore centrale per il quale si è scelto di cedere (anche per motivazioni economiche) Romagnoli al Milan: arrivato infortunato, non lo abbiamo ancora visto all’opera. Se ne dice un gran bene e con lo Stocarda ha fatto molto bene. All’occorrenza può giocare anche da mediano. E mediano è William Vainqueur (Francia, 27 anni), arrivato nella Capitale ben sapendo che farà da riserva. Come riserva sarà anche Ezequiel Ponce (Argentina, 18 anni), centravanti di scorta e buona prospettiva, paragonato nientemeno che al ‘Kun’ Aguero.
Sampdoria (3) – C’erano un finlandese, un portoghese ed un brasiliano: non è una barzelletta, potrebbe essere l’incipit per parlare dei tre nuovi stranieri arrivati alla Sampdoria. Su tutti ci mettiamo il sudamericano Fernando (Brasile, 23 anni), uno che tra qualche tempo potrebbe finire in una big. Anzi, in una big c’è già stato, considerato che proviene dallo Shakhtar Donetsk: mastino dai piedi buoni, ne abbiamo già apprezzato le doti balistiche su calcio da fermo. Noto agli esperti di football manager è Nicklas Moisander (Finlandia, 30 anni), difensore centrale che i blucerchiati hanno messo sotto contratto a costo zero. Specializzato nel colpo di testa, anche in area di rigore avversaria, è il Capitano della nazionale finlandese. Perso Romagnoli, la Samp con Moisander ha senza dubbio perso in classe e futuribilità, ma ne ha guadagnato in esperienza: magra consolazione. Giocherà nella Primavera, invece, Pedro Pereira (Portogallo, 17 anni), virgulto di fascia, può giocare sia in difesa che sulla linea mediana.
Torino (1) – Il ds Petrachi ha privilegiato nettamente il mercato nostrano, come testimoniano gli arrivi di Zappacosta e Baselli. Un solo straniero ha varcato le soglie del confine italiano per vestire la casacca granata: a pochi minuti dal gong finale, dal Rennes è arrivato Saso Prcic (Bosnia, 22 anni), centrocampista centrale che fa dell’agonismo la sua caratteristica principale. Ventura pian piano saprà ritagliargli uno spazio, ma starà a lui dimostrare di valere il difficile campionato italiano.
Udinese (3) – Stavolta dalle parti del Friuli ci sono andati piano: se ogni estate un grosso numero di ragazzi provenienti dall’estero veniva messo sotto contratto dall’Udinese, questa volta il numero è sceso a tre unità. Una di esse, peraltro, era già in orbita friulana: parliamo di Manuel Iturra (Cile, 31 anni), proveniente dal Granada, anch’esso club di proprietà dei Pozzo. Un passato nella nazionale cilena, una vita nella Liga spagnola, Iturra è mediano senza infamia ne’ lode, abile ad interdire ed anche ad impostare. E dal Granada arriva anche l’esterno Emanuel Insua (Argentina, 24 anni), ad un passo dal Genoa prima di firmare con i bianconeri. E’ fratello del più famoso Emiliano, che ha toccato i campi di mezza Europa, vestendo le maglie di Liverpool, Galatasaray, Sporting Lisbona ed Atletico Madrid. Stuzzica parecchio la storia di Ali Adnan (Iraq, 21 anni), primo calciatore iracheno della Serie A: incautamente accostato a Bale, è un laterale sinistro con un tiro mortifero e buona progressione. A volte, però, commette banale errori d’impostazione, segno che difetta, forse, in personalità.
Verona (3) – Il migliore tra i tre neo arrivati al Verona sembra essere l’insospettabile Samuel Souprayen (Francia, 26 anni), esterno sinistro che ha già fatto vedere cose importanti nelle prime partite giocate con gli scaligeri. Corre parecchio, ha buona capacità di crossare ma ogni tanto perde la bussola, pasticciando in fase di impostazione. Rimangono comunque molto di più i lati positivi che il resto. Si dice bene del terzino destro Claudio Winck (Brasile, 21 anni), figlio d’arte (il papà fu bandiera dell’Internacionale di Porto Alegre), è alla prima esperienza in terra europea. Qualche perplessità attorno a Filip Helander (Svezia, 23 anni), difensore centrale corpulento ma dotato di una lentezza terribile: se puntato, nell’uno contro uno diventa vulnerabilissimo.